La tradizione filosofica è per sua natura collaborativa, dinamica, versatile, multipla, ipertestuale e custodisce tracce mirabili di futuro (di Web ante bitteram) nel corso della sua storia plurimillenaria. La logica di rete si adatta magnificamente, ad esempio, ad autori come Leibniz o Wittgenstein. E se non c’è libro, forse, che non chieda di lasciare “al lettore ciò di cui il lettore è capace“, come ci avvisava proprio il grande austriaco, i testi filosofici più d’ogni altro, e in modo particolare, nascono nel segno dell’apertura, dello sviluppo infinito e collaborativo.
Questa premessa per segnalare l’interessante iniziativa del primo Clusterbook della casa editrice pisana ETS: un saggio filosofico di Adriano Fabris, “Senso e indifferenza“, da ri-scrivere con tutti i suoi lettori/interpreti. Qui è possibile scaricare il pdf dei primi due capitoli del volume.
Questo libro è un libro di tal genere. Forse il primo della serie. Un clusterbook, lo si è chiamato: perché il suo nucleo intende espandersi e giovarsi, nel seguito della sua elaborazione, dei contributi di scrittura di tutti coloro che saranno disposti a dire la loro. Clusterbook: l’occasione per ricollegare ciò che, nella sua capacità di espansione, rischia di disperdersi e di andare perduto. Non una disseminazione che fa danni, dunque, ma un’occasione per esprimere a più voci, anche se non necessariamente tutte armoniche, un contenuto che può essere condiviso. (A. Fabris, dall’introduzione a “Senso e Indifferenza“)