La corriera arenata

Nel cortile della scuola materna “Lidia Lalli” c’era una corriera abbandonata. Un autobus, era blu? era giallo? qui i fotogrammi sono desaturati dal tempo, non vedo bene il colore esatto. Come fosse possibile che quella corriera venisse lasciata lì non riesco a spiegarmelo, fatto sta che era il miglior parco giochi che potessimo desiderare. Una vera corriera, a grandezza naturale, con le porte aperte, i sedili intatti, i vetri integri. Come un’enorme balena pronta ad ospitarci tutti, arenata nel ghiaino del cortile, muta, silenziosa, a bocca aperta, senza più motore. Nel momento dell’ora d’aria (mi accorgo che precocemente, già dalla materna, ogni costrizione scolastica mi ha ricordato una dinamica carceraria, meglio, concentrazionaria) correvamo a perdifiato verso la corriera arenata, tutti contro tutti per accaparrarsi il posto. Non UN posto, ma IL posto, cioè il posto del guidatore. Se fare i passeggeri era un’esperienza tutto sommato banale e già vissuta, occupare il posto del guidatore, afferrare il volante, era il vero e unico innesco del motore dell’immaginazione: la corriera partiva e si metteva in moto, anche senza motore. Era una corsa disperata, qui vedrete immagini al rallentatore, di noi minuscoli piccini lanciati verso la porta d’ingresso della corriera. Solo uno sarebbe riuscito a sedersi al posto guida (qui vedo una oscura metafora fecondativa che allora non potevamo ancora cogliere, per quanto negli anni Settanta, l’educazione sessuale dei bambini, soprattutto tramite appositi libretti illustrati, in alcune famiglie progressiste era molto più precose rispetto ad oggi). In tutti gli anni della scuola materna mi sarà riuscito di sedermi una, massimo due volte al posto guida della corriera arenata. Direte, non potevate fare un po’ a turno? I bambini, lasciati all’autorganizzazione, ripercorrono spontaneamente tutte le tappe evolutive delle società complesse, quindi in quella corsa verso il posto guida semplicemente ci scannavamo. E la sicurezza nelle scuole? Come era possibile lasciare un rottame a disposizione di bambini di 3, 4, 5 anni!? Probabilmente era una forma di selezione naturale della specie, unita a un certo atteggiamento ruspante di quegli anni rispetto al tema “sicurezza dell’infanzia” (vedi L’INCIDENTE) anni che, ricordiamolo, eranto tanto lieti, spensierati e leggeri da meritarsi l’etichetta di “Anni di piombo”. Ma quella corriera arenata era meravigliosa, uno dei divertimenti più belli che ricordo.

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