1977

Quell’anno lì, è un anno corto. Se c’è il “secolo breve” ci può pure essere l’anno corto, no? Ora pare lo celebrino, il trentennale di un anno, il 1977. Poi dicono pure il Movimento del ’77. Io penso a Guerre Stellari, o a Lo Squalo. Ma Lo squalo è del ’75, ed io ho passato parecchio tempo dopo il ’75 a disegnare barche e squali, dopo aver visto quel film. Io nel ’77 stavo ancora disegnando barche e squali, squali e barche. Ma ti pare un film da far vedere a un bambino? Vedi la crudeltà degli anni Settanta? Il settantasette è un anno di gambizzazioni. Anche lo squalo era un brigatista, allora. Chissà se era del settantasette pure il cadavere che mio padre estrasse dal bagagliaio della sua auto, un giorno. Era un cadavere di bicicletta. Su quel cadavere ho scritto una volta una poesiola, per una raccolta inedita titolata “Ciclo/p(oe)sie”:

Ti rimproverai il rottame,
l’inganno-sorpresa del cadaverino
mezzo-ragalo estratto
dal bagagliaio,
perché in sé rivelava già
troppa della natura mortale
dell’uomo-cosa,
ferrovecchio riverniciabile.

Tu pedalerai con dolore,
fu l’anatema nascosto.

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