Se penso alla mia maestra delle elementari mi viene in mente come era truccata, la polvere di gesso ed il profumo che usava. E per me le tre cose, sinesteticamente, fanno un tutt’uno nel ricordo. Volevo raccontare di questo tutt’uno fatto di polvere di gesso profumata e viso truccato. Ma questo viene più avanti. Inizio invece dal ’72. Io sono nato il giorno di venerdì santo del ’72. Che poi, quando dici o scrivi “1972” magari ti viene in mente Monaco e i palestinesi. Qui a Pisa, invece, viene in mente Serantini, forse. Oppure Calabresi, ad altri. Insomma, vai a toccare gli anni Settanta, e ti vengono in mente cose poco “piacevoli”. Io nel ’72, intanto, mi dedicavo a funzioni vitali essenziali e di conoscenza del Mondo. Ma il solo fatto di “esserci” mi dà sempre una sensazione particolare di vicinanza e compresenza, familiarità, chiamata in causa, per tutto quello che è accaduto allora, nel bene e nel male. E poi, certo, ho anche i ricordi e i racconti dei miei genitori. Oppure i filmini in super-8. Ma i loro anni Settanta non sono i miei. Io non posso raccontare i loro, né per loro. Posso provare a ricordare i miei con loro, con i miei genitori. Parto dal 1972, per arrivare al 2007. A puntate.



