<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.2" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>Colti sbagli</title>
	<link>http://www.coltisbagli.it</link>
	<description>altre scritture accordate in Si bemolle</description>
	<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:13:23 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.2</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Passaggi a livello e livelli di passaggio</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/03/01/passaggi-a-livello-e-livelli-di-passaggio/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/03/01/passaggi-a-livello-e-livelli-di-passaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pontificazioni]]></category>

		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/03/01/passaggi-a-livello-e-livelli-di-passaggio/</guid>
		<description><![CDATA[



Che i passaggi a livello siano porte spazio-temporali disseminate lungo le campagne e le citt&#224; lo avevano gi&#224; descritto compiutamente Benigni e Troisi in &#8220;Non ci resta che piangere&#8221;. Valerio Magrelli, nel suo recente &#8220;La vicevita. Treni e viaggi in treno&#8221; (Laterza, 2009) dedica un capitoletto brillante alla metafisica dei passaggi a livello. Io incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uivSSizrwXk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/uivSSizrwXk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Che i passaggi a livello siano porte spazio-temporali disseminate lungo le campagne e le citt&agrave; lo avevano gi&agrave; descritto compiutamente Benigni e Troisi in &#8220;Non ci resta che piangere&#8221;. Valerio Magrelli, nel suo recente &#8220;<a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842088837" class="external" title="link esterno: scheda del libro">La vicevita. Treni e viaggi in treno</a>&#8221; (Laterza, 2009) dedica un capitoletto brillante alla metafisica dei passaggi a livello. Io incontro ogni giorno, nel mio quartiere, nel giro di poche centinaia di metri, un paio di passaggi a livello della linea Pisa-Lucca, residui di un&#8217;arretratezza infrastrutturale ferroviaria insanabile che, a dispetto di qualsiasi alta velocit&agrave;, detta ancora dappertutto i tempi della lentissima mobilit&agrave; urbana imponendo quelle soste &#8220;metafisiche&#8221;, appunto, che sono le attese ai passaggi a livello dentro le citt&agrave;, nei borghi, nelle frazioni, in aperta campagna. Trascrivo un brano di Magrelli per fare, in parte, mie le sue osservazioni pur non condividendone l&#8217;assunto iniziale:</p>
<blockquote><p>Non &egrave; semplice enunciare le ragioni per cui i passaggi a livello mettano tanta tristezza. La prima cosa da capire riguarda l&#8217;angolatura sotto la quale intendiamo parlarne. Altrimenti detto: mettono tristezza se visti dal treno in corsa, oppure se contemplati dal basso, vuoi da una macchina immobile, vuoi dalla prospettiva del semplice pedone che aspetta di attraversare? (&#8230;) Eppure c&#8217;&egrave; qualcosa di ulteriore; ma cosa? Forse il contrasto tra la stasi e il viaggio, portato al suo punto estremo, antagonistico: l&#8217;invidia di chi resta verso colui che parte, e il rimpianto provato da quest&#8217;ultimo verso quelli rimasti. Ognuno vorrebbe trovarsi nei panni dell&#8217;altro, ma poi, alla fine, preferisce i propri. La divaricazione, qui, diventa insopportabile: tu costretto ad attendere perch&eacute; il coglione passi, lui obbligato ad avvertire un immotivato senso di colpa per quei poveretti inchiodati in mezzo alla strada (V. Magrelli, La vicevita, pp. 96-97)</p></blockquote>
<p>Ora, io credo che i passaggi a livello non siano ontologicamente tristi (e analoga convinzione, forse, stava anche alla base della <a href="http://www.flickr.com/photos/eus/2853599871/" class="external" title="link esterno: foto di stazioni abbandonate">ricerca fotografica di Eus</a>, sulla cui poetica scrissi alcune osservazioni, vedi il <em><a href="http://www.coltisbagli.it/2008/04/28/catalogo-delle-fermate-non-richieste/" class="internal" title="link interno: un post del passato">Catalogo delle fermate non richieste</a></em>, che anticipavano le domande che pone Magrelli), mentre condivido l&#8217;asimmetria tra stasi forzata e viaggio. Tornando dall&#8217;ufficio, questo pomeriggio, costretto all&#8217;ennesima sosta forzata al passaggio a livello di <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;source=s_q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=via+martiri+delle+ardeatine+,+pisa,+italia&#038;sll=43.732244,10.395094&#038;sspn=0.004086,0.009645&#038;ie=UTF8&#038;hq=&#038;hnear=Via+Martiri+delle+Ardeatine,+56123+Pisa,+Toscana&#038;ll=43.73155,10.397133&#038;spn=0.001021,0.002411&#038;t=h&#038;z=19" class="external" title="link esterno: mappa">via di Gagno</a> ho registrato il breve video che avete visto qui sopra. Chi abita un quartiere attraversato da passaggi a livello &egrave; addestrato da una ricca fenomenologia di situazioni con questo buco spazio-temporale. Alla fine sai a che ora passano i treni, sai come sincronizzare i tuoi spostamenti in auto, sai se i convogli sono in orario o in ritardo, se il locomotore &egrave; elettrico o diesel, o se passa un interminabile merci. Sai quanto gas devi dare alla tua auto rispetto alla distanza che la divide dal semaforo gi&agrave; rosso e dalle sbarre ancora, per qualche istante, alzate.&nbsp; Ma &egrave; solo di recente che ho attuato una vera rivoluzione copernicana&nbsp; - un livello di passaggio - nei confronti delle soste forzate agli attraversamenti dei binari interdetti: adesso spero di trovare le sbarre abbassate. Al mattino, alle 8&nbsp; e qualche minuto, per salutare il treno con Sara, da dentro la macchina, mentre la porto all&#8217;asilo. Al ritorno dall&#8217;ufficio, se non ho motivi di fretta specifica per rincasare, proprio per godere della sosta forzata dentro a un &#8220;nulla&#8221;avvolgente, lo stop che assolve, autorizza, frena l&#8217;orologio del giorno.</p>
<p>Il percorso casa-asilo-parcheggio scambiatore-casa prevede, ogni giorno, 2 attraversamenti di 2 passaggio a livello: totale 4 possibili &#8220;buchi&#8221; temporali, soste forzate, minuti sospesi e irrecuperabili che, segretamente me lo auguro, mi manterranno pi&ugrave; giovane. Come l&#8217;astronauta gemello lanciato in orbita nel famoso esempio della relativit&agrave;.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=548" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/03/01/passaggi-a-livello-e-livelli-di-passaggio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Giocattoli</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/02/09/giocattoli/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/02/09/giocattoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[annunci]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<category><![CDATA[musica]]></category>

		<category><![CDATA[corrispondenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/02/09/giocattoli/</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 20 febbraio alle 17, presso la saletta Momus nella libreria della Felici Editore a Pisa, presenter&#242; Giocattoli, la mia prima, e verosimilmente ultima, raccolta di racconti. Le storie che la compongono hanno una lunga storia. Mi fa piacere raccontarla adesso. Fortemente suggestionato dall&#8217;opera multimediale Razmataz di Paolo Conte, uscita nel 2000, in quegli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm5.static.flickr.com/4052/4343692971_a3185655f3.jpg" title="immagine di copertina di M. Giulia Berardi" alt="immagine di copertina di M. Giulia Berardi" width="202" height="285" />Sabato 20 febbraio alle 17, presso la saletta Momus nella libreria della<a href="http://www.felicieditore.it/" class="external" title="link esterno: Felici Editore Pisa"> Felici Editore</a> a Pisa, presenter&ograve; <em>Giocattoli</em>, la mia prima, e verosimilmente ultima, raccolta di racconti. Le storie che la compongono hanno una lunga storia. Mi fa piacere raccontarla adesso. Fortemente suggestionato dall&#8217;opera multimediale <a href="http://www.concerto.net/flash/razmataz.html" class="external" title="link esterno: razmataz, di Paolo Conte">Razmataz</a> di Paolo Conte, uscita nel 2000, in quegli anni avevo preso a interessarmi di iconografia e fotografia anni Venti, i cosiddetti &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roaring_Twenties" class="external" title="link esterno: definizione su Wikipedia">Roaring Twenties</a>&#8220;. Osservando alcune foto contenute nel libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/book/9780841602519/yapp-nick/1920s-decades-the.html" class="external" title="link esterno: il libro su ibs">1920s. Decades of XX Century</a>&#8220;, avevo scritto prove di raccontini che, a mia fantasia, uscivano fuori quasi spontaneamente da quelle immagini. In quel periodo, inoltre, collezionavo antiche cartoline raffiguranti stazioni ferroviarie. Avevo, poi, tentato alcuni disegni a matita, molto infantili e primitivi: un omino in bicicletta, una nave ancorata alla banchina, una stazione ferroviaria coperta, per commentare altri racconti; avevo scelto una colonna sonora jazz &#8220;filologicamente&#8221; coerente con l&#8217;epoca; assemblato il tutto in un file di testi-musiche-immagini (sul modello, appunto, di Razmataz) lo avevo inviato a una casa editrice pisana (non la Felici&#8230;) che proprio in quel periodo (2002-2003) inaugurava una piccola collana di narrativa per esordienti. Quello strambo collage multimediale, dal titolo bisenso di &#8220;Venti Correnti&#8221;, ancorch&eacute; goffo e naif, non pass&ograve; inosservato. Selezionato per la pubblicazione nella nascente collana, si mise in coda in attesa della sua trasposizione su carta. Passarono le settimane, i mesi, poi gli anni. Non se ne fece pi&ugrave; nulla. Succede, nella piccola e media editoria. Non in tutta, fortunatamente. <a href="http://www.coltisbagli.it/2010/02/09/giocattoli/#more-547" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=547" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/02/09/giocattoli/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intimità del distacco</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/02/03/lintimita-del-distacco/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/02/03/lintimita-del-distacco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 12:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/02/03/lintimita-del-distacco/</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;&#232; qualcosa, nel distacco, che unisce in un momento di grande intimit&#224;, compresenza. Lo penso, in generale, per ogni forma di distacco, distanza, separazione che unisce. E ci riflettevo, in particolare, per l&#8217;esperienza quotidiana dell&#8217;accompagnare Sara all&#8217;asilo. Dopo molto tempo - inserimento, vacanze, malattie plurime&#160; - siamo riusciti finalmente a costruire un inizio di routine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&egrave; qualcosa, nel distacco, che unisce in un momento di grande intimit&agrave;, compresenza. Lo penso, in generale, per ogni forma di distacco, distanza, separazione che unisce. E ci riflettevo, in particolare, per l&#8217;esperienza quotidiana dell&#8217;accompagnare Sara all&#8217;asilo. Dopo molto tempo - inserimento, vacanze, malattie plurime&nbsp; - siamo riusciti finalmente a costruire un inizio di routine buona all&#8217;interno della quale, ogni mattina, l&#8217;accompagno all&#8217;asilo. Cos&igrave;, c&#8217;&egrave; una porzione di tempo un po&#8217; sospeso, tra le 7 e 30 e le 8, nel quale ci prepariamo per uscire di casa, arrivare all&#8217;asilo e salutarci, segnata da una grande intimit&agrave; padre-figlia. Che &egrave; di natura diversa, di segno differente, rispetto ad altri intensi momenti di intimit&agrave; tra noi due (come certe fasi di gioco, o le coccole, o l&#8217;addormentarla la sera). E&#8217; <strong>l&#8217;intimit&agrave; del distacco</strong>. Ci vestiamo per uscire: ogni tanto lei fa &#8220;il bambolino&#8221;, cio&egrave; oppone resistenza passiva, ridendo, alla vestizione di piumino, cappello, sciarpa e guanti&nbsp; abbandonando ogni parte del corpo, come un pupazzino floscio e inanimato, che cos&igrave; diventa di vestizione quasi impossibile. Poi ragioniamo sul clima, se fuori c&#8217;&egrave; il ghiaccio o meno sulla macchina, se troviamo pioggia o sole. Poi ragioniamo insieme sui gattini che incontreremo lungo il percorso con la macchina, e se avranno freddo, e se si scalderanno al sole o ripareranno dall&#8217;acqua, e se avranno fatto colazione o meno. Poi arriviamo all&#8217;asilo.</p>
<p>Il breve tragitto in auto insieme, dove parliamo di queste cose, &egrave; una primo &#8220;ambiente&#8221; dove si consuma l&#8217;intimit&agrave; del distacco. All&#8217;asilo, in un corridorio/intercapide, si trova il secondo ambiente di distacco. Qui c&#8217;&egrave; la s-vestizione, il cambio scarpe/ciabattine, i saluti degli eventuali bimbi gi&agrave; arrivati e delle tate che si affacciano a vedere chi &egrave; arrivato. Poi c&#8217;&egrave; il momento dei saluti. Variabili, a seconda dei giorni. Poco pianto, nessun pianto, sorriso. Ecco, io sento proprio nel momento del saluto, cio&egrave; nel momento in cui ognuno di noi due &egrave; affidato al &#8220;suo&#8221; tempo (io a quello della giornata lavorativa, Sara alle tate - bravissime tutte - e alla socialit&agrave; con gli altri bambini) una sensazione di grande unione e intimit&agrave; tra noi due. Io la affido ad un ambiente e a persone di cui mi fido, lei si affida al fatto che mamma e pap&agrave; torneranno a prenderla. L&#8217;intimit&agrave; del distacco, quindi, riposa nella fiducia, nel sentire presente in s&eacute; la sensazione dell&#8217;altro (dell&#8217;amore, del legame, dell&#8217;affetto) proprio nel momento di separazione dall&#8217;altro. E&#8217; una cosa che sento quando ci salutiamo, ogni mattina, con Sara, questo tipo di intimit&agrave;.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=546" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/02/03/lintimita-del-distacco/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Gli occhiali nuovi</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/01/29/gli-occhiali-nuovi/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/01/29/gli-occhiali-nuovi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 22:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/01/29/gli-occhiali-nuovi/</guid>
		<description><![CDATA[Ogni miopia rimodella i volti in fisionomie
che incorporano lenti e montature
per forme quasi organiche.
Io sono i miei occhiali,
e quando li cambio
vedo cambiarmi la faccia intorno
al vetro, al metallo, alle leghe.
Provando montature scorgo scorrere
allo specchio, nel negozio d&#8217;ottica,
l&#8217;ottica delle facce che avr&#242; per i prossimi anni:
non sono prove estetiche, vanit&#224; cromatiche,
sono prove di futuro!
Dietro le lenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni miopia rimodella i volti in fisionomie<br />
che incorporano lenti e montature<br />
per forme quasi organiche.<br />
Io sono i miei occhiali,<br />
e quando li cambio<br />
vedo cambiarmi la faccia intorno<br />
al vetro, al metallo, alle leghe.</p>
<p>Provando montature scorgo scorrere<br />
allo specchio, nel negozio d&#8217;ottica,<br />
l&#8217;ottica delle facce che avr&ograve; per i prossimi anni:<br />
non sono prove estetiche, vanit&agrave; cromatiche,<br />
sono prove di futuro!</p>
<p>Dietro le lenti si proietter&agrave; la mia mimica<br />
causata dall&#8217;agire del mondo,<br />
e altra ancora dal mio reagire al mondo,<br />
sopra le lenti si specchieranno parti di realt&agrave;<br />
incomprese, altre filtreranno nelle r&egrave;tine<br />
e finiranno in quartieri del subconscio.</p>
<p>La mia faccia si offrir&agrave; sempre al giorno,<br />
agli amori come all&#8217;estraneit&agrave;,<br />
con queste pr&ograve;tesi dello sguardo,<br />
che poi sono, in realt&agrave;,<br />
vere appendici di fisionomia,<br />
&#8220;segni particolari&#8221; comunissimi,<br />
guida con lenti.</p>
<p>Gli occhiali nuovi.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=545" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/01/29/gli-occhiali-nuovi/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Perché le bestie non parlano idioma</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/01/20/perche-le-bestie-non-parlano-idioma/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/01/20/perche-le-bestie-non-parlano-idioma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 08:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<category><![CDATA[corrispondenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/01/20/perche-le-bestie-non-parlano-idioma/</guid>
		<description><![CDATA[Inizio a leggerlo, e so gi&#224; qualcosa. Perch&#233; conosco l&#8217;editora, perch&#233; conversiamo ogni tanto, perch&#233; leggo le cose che scrive da anni. Poi so qualcosa dell&#8217;autore, o degli autori, insomma di queste voci che hanno scritto Animanti, che prende il titolo dal pre-testo di Leon Battista Alberti (un ampio frammento estratto dal Theogenius che apre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.untitlededitori.com/storage/COP_Animanti120.jpg" title="copertina di Animanti Untitled Editore" alt="copertina di Animanti Untitled Editore" width="120" height="178" />Inizio a leggerlo, e so gi&agrave; qualcosa. Perch&eacute; conosco l&#8217;<a href="http://dire.squarespace.com/" class="external" title="link esterno: il diario di Untitled Io">editora</a>, perch&eacute; conversiamo ogni tanto, perch&eacute; leggo le cose che scrive da anni. Poi so qualcosa dell&#8217;autore, o degli autori, insomma di queste voci che hanno scritto <a href="http://www.untitlededitori.com/animanti" class="external" title="link esterno: scheda del libro"><em>Animanti</em></a>, che prende il titolo dal pre-testo di Leon Battista Alberti (un ampio frammento estratto dal Theogenius che apre il libro e nel quale l&#8217;Alberti, citando Plauto e anticipando Hobbes, esprime il disagio dell<em>&#8216;homo homini lupus</em>). Allora inizio a leggerlo random, non sequenziale, come si leggono le enciclopedie, gli alfabeti, gli elenchi, i bestiari, i bestiari fantastici. Ma questo non &egrave; un bestiario fantastico, non &egrave; il manuale di zoologia immaginaria di Borges. Qui le bestie dicono degli uomini, e gli uomini dicono delle bestie. Gli uomini hanno una malattia che le bestie non hanno: la parola. Io penso che questi (questo, questa, queste&#8230;) che hanno scritto <em>Animanti </em>siano pi&ugrave; malati di parola degli altri uomini, perch&eacute; scrivono. E chi scrive &egrave; malato di parola due volte. Allora le bestie, penso, un po&#8217; li salvano da questa malattia. Penso queste cose e intanto arrivo a leggere una specie di sentenza: &#8220;<em>perch&eacute; le bestie non parlano idioma</em>&#8220;. Decido, testardamente, per partito preso, che faccio di quella frase la mia chiave interpretativa del libro.  <a href="http://www.coltisbagli.it/2010/01/20/perche-le-bestie-non-parlano-idioma/#more-544" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=544" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/01/20/perche-le-bestie-non-parlano-idioma/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Calendari, immagini, benedizioni</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2010/01/04/calendari-immagini-benedizioni/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2010/01/04/calendari-immagini-benedizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pontificazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2010/01/04/calendari-immagini-benedizioni/</guid>
		<description><![CDATA[Da quando abbiamo appeso in cucina, qualche giorno fa, un calendario che ha dentro una foto di Sara, Sara quando entra in cucina al mattino per fare colazione saluta se stessa sempre sorpresa, quasi compiaciuta di trovarsi cos&#236; santificata, in alto, in un&#8217;immagine che benedice il focolare domestico. La sua foto, ma anche la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando abbiamo appeso in cucina, qualche giorno fa, un calendario che ha dentro una foto di Sara, Sara quando entra in cucina al mattino per fare colazione saluta se stessa sempre sorpresa, quasi compiaciuta di trovarsi cos&igrave; santificata, in alto, in un&#8217;immagine che benedice il focolare domestico. La sua foto, ma anche la sua reazione quotidiana, mi ha fatto pensare alle immagini dei pontefici che un tempo, ma forse anche oggi, addobbavano le case di molti, moltissimi italiani. Ricordo soprattutto i quadretti di Papa Giovanni XXIII, ma anche quelli di Giovanni Paolo II. Mi sembra di ricordare che entrambe le mie nonne avessero in casa immagini del &#8220;Papa Buono&#8221;, che tra l&#8217;altro &egrave; il primo a inaugurare un nuovo rapporto coi mezzi di comunicazione di massa, con la televisione, quindi con le immagine e con la propria immagine. Ora, essendo io portatore di una sensibilit&agrave; lombrosiana, ingiustificabile certo, mi chiedevo stamani chi esporrebbe mai oggi in casa una quadretto di Benedetto XVI. Sono certo che ferventi papisti saranno in grado di andare al di l&agrave; delle suggestioni superficiali, quindi profondissime, generate dalla fisiognomica, eppure&#8230;credo di non dire niente di originale, n&eacute; di offensivo, se affermo che i tratti del volto che il cardinale Joseph Ratzinger aveva da prestare al Pontefice corrente, Benedetto XVI, non aiutano quest&#8217;ultimo a comunicare calore umano, empatia cristiana, afflato spirituale, compassione universale. Umanit&agrave;.</p>
<p>C&#8217;&egrave; qualcosa dell&#8217;uomo-Ratzinger che rimane, permane e disturba la percezione (almeno per me) della pura entit&agrave; morale rappresentata dal suo ruolo. (la <a href="http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=crozza&#038;video=4899" class="external" title="link esterno: imitazione di Maurizio Crozza">meravigliosa imitazione,</a> poi censurata, che ne faceva Maurizio Crozza evidenziava/ipotizzava proprio questi aspetti &#8220;umani&#8221;: vanit&agrave;, egotismo, durezza, irascibilit&agrave;&#8230;). Ricordo che mi interess&ograve; molto un documentario sulla sua giornata tipo in compagnia del famoso segretario <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Georg_G%C3%A4nswein" class="external" title="link esterno: ">Padre Georg </a>(e chi ricorda quel frammento di blob, mai pi&ugrave; riproposto in tv, dove la Signora Franca - moglie di Carlo Azeglio Ciampi - rimane stupefatta dal nome del segretario particolare appena pronunciato da Ratzinger: &#8220;Cioccio!!?? Come Cioccio?? Ah, Giorgioo!!- Sui mutamenti del rapporto tra satira e Vaticano negli ultimi anni si dovrebbe aprire una riflessione e una ricostruzione a parte). E mi piacque molto anche un bel documentario su una visita alla sua casa privata: l&#8217;anziano fratello sacerdote, il pianoforte nella villetta&#8230;Mi accorgo che periodicamente, in poesie o <a href="http://www.coltisbagli.it/2007/04/16/santita-tanti-auguri-e-un-appunto/" class="external" title="link esterno: ">prosa</a>, torno a parlare del Papa. E&#8217; un personaggio interessante. E&#8217; ancora possibile una valutazione puramente storico/teologica di un Pontefice, quindi affidata a teologi e storici della Chiesa, che non si intersechi o sovrapponga in qualche forma con un&#8217;analisi &#8220;mediologica&#8221;, quindi affidata a semiologi e mass-mediologi? Perch&eacute; ricordo che porta scarpe griffate e predilige suonare Mozart al piano ma non so dire il titolo di una sua enciclica? Per penitenza comprer&ograve; un quadretto di Papa Benedetto XVI. Lo appendo in cucina, sotto al calendario con la foto di Sara che ci benedice col suo sguardo.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=543" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2010/01/04/calendari-immagini-benedizioni/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il diorama di Dio</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2009/12/28/il-diorama-di-dio/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2009/12/28/il-diorama-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 21:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pontificazioni]]></category>

		<category><![CDATA[l'ovvio necessario]]></category>

		<category><![CDATA[fiction]]></category>

		<category><![CDATA[scollature]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2009/12/28/il-diorama-di-dio/</guid>
		<description><![CDATA[
Non ho mai compreso il sarcasmo o il biasimo che si sono attirati addosso, nel corso degli anni, i plastici delle varie &#8220;scena criminis&#8221; proposti nella sua trasmissione da Bruno Vespa. Ho sempre trovato quei diorama, accuratissimi, la parte pi&#249; riuscita e convincente dell&#8217;intera trasmissione. Forse l&#8217;unica. Tempo fa ne avevano discusso (dopo l&#8217;ultimo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="centrata"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2633/4223368502_c66df5e9c8.jpg" title="io playmobil" alt="io playmobil" width="500" height="375" /></p>
<p>Non ho mai compreso il sarcasmo o il biasimo che si sono attirati addosso, nel corso degli anni, i plastici delle varie &#8220;scena criminis&#8221; proposti nella sua trasmissione da Bruno Vespa. Ho sempre trovato quei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diorama_(arte)" class="external" title="link esterno: definizione di diorama">diorama</a>, accuratissimi, la parte pi&ugrave; riuscita e convincente dell&#8217;intera trasmissione. Forse l&#8217;unica. Tempo fa ne avevano discusso (dopo l&#8217;ultimo e controverso plastico in scena sul &#8220;caso Brenda&#8221;), con la consueta competenza semiologica, a <a href="http://www.tvtalk.rai.it/index.asp" class="external" title="link esterno: sito del programma">TV Talk</a> (trasmissione che seguo da sempre e che consiglio a tutti). I plastici di Vespa, mi pare dicesse il prof. Simonelli, sono una &#8220;messa in scena&#8221; al quadrato, essendo gi&agrave; la rappresentazione televisiva di per s&eacute; una sorta di &#8220;diorama&#8221; vivente della realt&agrave;, un duplicato verosimile e realistico del &#8220;reale&#8221;. Immagino che tra qualche anno tutti i plastici delle trasmissioni di Vespa potrebbero dare pure luogo ad una piccola attrazione turistica, una &#8220;Italia in miniatura degli orrori&#8221;, da visitare osservandola dall&#8217;alto. I diorama hanno per me, evidentemente, un grande fascino filosofico. La volont&agrave; di riprodurre, in scala ridotta, porzioni e rappresentazioni della realt&agrave; evoca, inconsciamente, la percezione della finitudine umana, noi &#8220;creature&#8221; in scala (a sua immagine?) rispetto a un &#8220;Creatore&#8221;. L&#8217;idea del &#8220;Grande Architetto&#8221; non &egrave;, in fondo, quella di una ferromodellista della domenica che, per passare il tempo e sconfiggere la noia, squaderna appunto il &#8220;Creato&#8221;? Tutti i diorama alludono, a mio parere, a questa dimensione incolmabile: facciamo modellini per esorcizzare la paura di essere, noi stessi, modellini, giocattoli, figurine. In un tripudio di presepi, ferrovie, bamboline, case di bambole, costruzioni lego et similia, riproduciamo la vertigine di creare e, soprattutto, controllare Mondi. Governiamo l&#8217;oscurit&agrave; del Caos ricalibrando in scala, ridotta, il Reale. E la letteratura come diorama? Un&#8217;altra volta, prego. Torniamo ai plastici. <a href="http://www.coltisbagli.it/2009/12/28/il-diorama-di-dio/#more-542" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=542" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2009/12/28/il-diorama-di-dio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ac-cadde a Natale</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2009/12/25/ac-cadde-a-natale/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2009/12/25/ac-cadde-a-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 21:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<category><![CDATA[l'ovvio necessario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2009/12/25/ac-cadde-a-natale/</guid>
		<description><![CDATA[Il meteorite de &#8220;La Nona Ora&#8221;
prese la forma di una povera crista
in felpa rossa, che io ne ho una uguale,
lanciata a capofitto sul pi&#249; alto in grado,
placcata dal gendarme ma tenacemente
fedele al suo intento, riuscito,
birillo tra birilli, stunt-woman,
tramite uno slancio ipertelico
altrimenti indistinguibile
dal comune fervore devozionale.
Lui cade a velocit&#224; doppia,
come trascinato da ingranaggio e inciampo,
e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il meteorite de &#8220;La Nona Ora&#8221;<br />
prese la forma di una povera crista<br />
in felpa rossa, che io ne ho una uguale,<br />
lanciata a capofitto sul pi&ugrave; alto in grado,<br />
placcata dal gendarme ma tenacemente<br />
fedele al suo intento, riuscito,<br />
birillo tra birilli, stunt-woman,<br />
tramite uno slancio ipertelico<br />
altrimenti indistinguibile<br />
dal comune fervore devozionale.</p>
<p>Lui cade a velocit&agrave; doppia,<br />
come trascinato da ingranaggio e inciampo,<br />
e le mie orecchie drogate<br />
da decenni di veleni sottocutanei,<br />
ultra-liminali, quotidiane e settimanali<br />
paperissime preserali e serali,<br />
sentono ormai risate precotte<br />
come mancanti pure<br />
sul Presule abbattuto.</p>
<p>Poco dopo un automa perfettissimo,<br />
estraneo il volto a qualsiasi forma<br />
di emozione, rossore, patimento umani,<br />
celebra, concelebra, benedice.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=541" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2009/12/25/ac-cadde-a-natale/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La maschera insanguinata</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/la-maschera-insanguinata/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/la-maschera-insanguinata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 21:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pontificazioni]]></category>

		<category><![CDATA[l'ovvio necessario]]></category>

		<category><![CDATA[scollature]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/la-maschera-insanguinata/</guid>
		<description><![CDATA[Chi si occupa di comunicazione far&#224; a lungo i conti con la maschera insanguinata di Silvio B. che da questo tardo pomeriggio affolla le edizioni straordinarie e ordinarie dei tg. Chi si occupa di politica, molto meno. La smorfia di dolore era autentica, e il sangue pure. Il darsi di un&#8217;espressione autentica in una maschera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi si occupa di comunicazione far&agrave; a lungo i conti con la maschera insanguinata di Silvio B. che da questo tardo pomeriggio affolla le edizioni straordinarie e ordinarie dei tg. Chi si occupa di politica, molto meno. La smorfia di dolore era autentica, e il sangue pure. Il darsi di un&#8217;espressione autentica in una maschera &egrave; un problema filosofico, semiologico. Sulle prime ho dubitato fosse sangue vero. Ma il disappunto della maschera ferita appariva realistico. La maschera veniva incisa, e per la prima volta senza anestesie. I molteplici significati simbolici andranno studiati a lungo. Io consiglio fin d&#8217;ora agli studenti pi&ugrave; accorti delle varie discipline universitarie legate allo studio dei mass-media di non sottovalutare l&#8217;idea di una tesi sull&#8217;episodio. Qualcosa di eccedente perfino la scarpa contro Bush, e neppure paragonabile a un &#8220;buffone&#8221; gridato fuori da un aula giudiziaria. Il gesto violento (da parte di uno squilibrato &#8220;in cura&#8221;) &egrave; certamente riprovevole, e auguro al Presidente del Consiglio una pronta guarigione esprimendogli sincera solidariet&agrave; cristiana. Ma il significato &#8220;estetico&#8221; del labbro ferito, del dente scheggiato, del naso rotto (s&#8217;inseguono bollettini medici via via pi&ugrave; dettagliati col passare delle ore e io stesso, per scrivere queste mie riflessioni &#8220;a caldo&#8221;, certamente mi sto perdendo qualche speciale televisivo dedicato all&#8217;accaduto) procura un altro genere di sensazioni e riflessioni. La &#8220;maschera offesa&#8221; come realt&agrave; complementare della &#8220;maschera edificata&#8221;. Molto si &egrave; scritto sull&#8217;immagine di Berlusconi (e non mi stancher&ograve; mai di rimandare al saggio fondamentale di Belpoliti) e la mia impressione &egrave; che la smorfia di dolore sulla bocca insanguinata del Premier di stasera entrer&agrave; negli annali iconografici dedicati a inquadrare questo fenomeno estetico che ha, ahim&egrave;, dominato la scena politica degli ultimi 15 anni. Come reagiranno gli italiani all&#8217;immagine della maschera che sanguina? Quali foto verranno pubblicate dalla rivista Chi? E da Il Giornale? Ci sar&agrave; un colpo di Stato la notte di Natale, con un videomessaggio del Premier ancora incerottato? I quotidiani di domattina offriranno, di necessit&agrave;, tutti, la maschera insanguinata come piatto forte del giorno. Ragionando in puri termini letterari e meta-letterari, come resistere alla sovrapposizione mnemo-retinica di certi fermi immagine di quel volto-maschera ferito e sanguinante (vedo lo statico dei filmati sul Corriere on line e Repubblica on line) con quelli cinematografici di un Hannibal Lecter?</p>
<p>L&#8217;episodio di questo pomeriggio non racconta niente della societ&agrave; italiana attuale (al massimo ci dice che la scorta di Berlusconi &egrave; scarsa, che i souvenirs del duomo di Milano sono pericolosi, che la rappresentazione della politica attraverso il sistema dei media fa molto male a chi ha gi&agrave; di suo problemi psichiatrici&#8230;). Le reazioni all&#8217;episodio, invece, e gli <strong>usi politici delle emozioni collettive</strong>, quelle s&igrave;, ci diranno nelle prossime settimane qualcosa di noi, della nostra maturit&agrave;, della nostra debolezza.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=540" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/la-maschera-insanguinata/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Amatevi negli etimi</title>
		<link>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/amatevi-negli-etimi/</link>
		<comments>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/amatevi-negli-etimi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 20:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[futuro anteriore]]></category>

		<category><![CDATA[corrispondenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/amatevi-negli-etimi/</guid>
		<description><![CDATA[Amatevi. Abbiate il coraggio di essere felici, di essere  amore.&#160; Ma ti pare che il Natale sia solo un compleanno, per quanto Santo?  Ma ce lo vedi Lui ad avere la presunzione di un festeggiamento globale e  personalissimo per la Sua Propria Nascita? No, quello &#232; un fatto. Per molti  &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>Amatevi. Abbiate il coraggio di essere felici, di essere  amore.&nbsp; Ma ti pare che il Natale sia solo un compleanno, per quanto Santo?  Ma ce lo vedi Lui ad avere la presunzione di un festeggiamento globale e  personalissimo per la Sua Propria Nascita? No, quello &egrave; un fatto. Per molti  &egrave; IL fatto. Ma quel fatto &egrave; solo un riverbero d&#8217;Amore, energia che da sempre precede e che segue per sempre quel punto inventato sul calendario. Lo Zenith dell&#8217;Amore, il  Sole trionfante recuperato come simbolo comodo, lo straniero al freddo, la  comunit&agrave; di pastori, gli ultimi che accolgono e accorrono.</p>
<p>Amatevi negli etimi. Abbiate sempre la curiosit&agrave; di entrare nell&#8217;etimologia delle parole che  usate come nell&#8217;etimologia delle emozioni che provate. C&#8217;&egrave; la &#8220;Messa di  Cristo&#8221;, e c&#8217;&egrave; il Natale, giorno di nascita per eccellenza. Amatevi nel  Natale, perch&eacute; appartiene al vivente che spera, soffre, ama, trovare riparo  in un amore incondizionato e improvviso.</p></blockquote>
<p>Questo il mio piccolo contributo al PslA 2009 (il Post sotto l&#8217;Albero), la bella antologia di alto artigianato che Sir Squonk imbandisce dal 2004, puntualmente, ogni Natale. Il pdf &egrave; <a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2009.pdf" class="external" title="link esterno: psla 2009 (pdf)">scaricabile qui</a>, mentre nelle <a href="http://www.blogsquonk.it/?p=3578" class="external" title="link esterno: psla 2009 per Squonk">parole di Squonk</a> si ritrovano tutti i moventi dell&#8217;operazione alla quale mi onoro di partecipare per la terza volta, camminando volentieri insieme a molti altri sulla &#8220;<em>corda che fa da confine sottile tra divertimento cialtrone e molestia ridicola</em>&#8220;.</p>
 <span class="post2pdf_span"><a href="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=539" rel="nofollow"><img src="http://www.coltisbagli.it/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />Salva in PDF</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.coltisbagli.it/2009/12/13/amatevi-negli-etimi/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
