Un brano inedito

A Santa Fiora

Mi capita poi di dirgli, a Simone, quando ci vediamo, sempre le stesse cose. Anche l’altra notte a Santa Fiora, che il suo tesoro in banca è l’avere un mondo poetico originale, riconoscibile e solo suo. La memoria funziona così, allora se ti metti a raccontare una cosa che hai vissuto insieme ad un amico vero, Massimo, lasci da parte la cronologia di quello che è stato, procedi a salti, per condensazioni di frasi e momenti. Perché l’albergo era davvero surreale, o lo era perché l’avevo scelto io senza vedere nemmeno una foto. Ma il parcheggio era bellissimo! E se vuoi parlare tutta la notte di vita e dei pensieri che hai, con un amico, va bene anche una locanda un po’ surreale. Che tanto noi siamo fan di Duchamp. E abbiamo pure poca forza nelle braccia: “Anche tu non avevi messo bene l’alimentatore del navigatore nell’accendisigari!??”

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Il maestro ritrovato

Quando avevo 16 anni iniziai a studiare il sax tenore. Frequentavo una scuola di musica comunale. Il mio maestro si chiamava – e si chiama – Antonio Traverso: era un giovane musicista pieno di entusiamo, un jazzista dotato di ingegno e sensibilità, una persona ricca di umorismo, simpatia e capacità di comunicare. Per me non era solo il mio maestro di sax, era anche un primo contatto con il mondo “adulto” extra-familiare, e con la complessità della vita. Antonio aveva circa 10 anni più di me, e tra un sedicenne liceale e un ventiseienne che fa il musicista passano diversi mondi d’esperienza. A questi mondi, poi, si aggiungevano la mia naturale introversione e la sua naturale estroversione. Ma la musica, e il jazz in particolare, era un universo che condividevamo e che ci univa. Imparare da lui e poter parlare di musica con lui era un’esperienza bellissima, dove il gioco, lo studio e la passione musicale s’intrecciavano insieme. Passarono gli anni. Smisi di studiare sax. Non ricordo neanche bene perché. Read the rest of this entry »

Più della fame poté il sonno

Profumi

Prima di Natale sento in erboristeria un profumo che mi piacerebbe usare. Costa poco. Lo esauriscono e non si trova più. In un’altra erboristeria mi fanno capire che è un prodotto di bassa qualità. Costa poco. Oggi lo ritrovo, lo prendo. Riannuso il tester prima di acquistarlo, mi piace ancora, lo prendo, costa poco: 16 euro. “E’ un regalo o è per lei?”. “No, è per me”. Poi la commessa mi dice: “E’ buono, vero?. Assomiglia a Acqua di…” e qui cita un profumo da uomo griffato, di quelli che non costano poco, quelli firmati dagli stilisti. Io non so cosa rispondere, perché il profumo che lei mi cita come l’antonomasia dei profumi da uomo, e magari sarà pure così, e magari mi viene pure in mente la pubblicità del modello strabellone sui giornali che pubblicizza col suo sguardo questa strafamoso profumo da uomo griffatissimo, io non l’ho mai annusato, quindi non so se quello che piace a me somigli o meno a quello famoso. Abbozzo un sorriso, come a rassicurarla del fatto che sì, sto acquistando questa scadente eau de toilette che ha un profumo che attualmente mi piacerebbe indossare proprio perché somiglia all’antonomasia griffata dei profumi da uomo.

Dieci mesi

Dire che ha già una sua personalità ed un carattere molto definiti sarebbe impreciso poiché lo si sarebbe potuto dire, e lo si è detto, già nella sua fase di vita fetale. Quindi, al più, si potrebbe dire che la personalità ed il carattere che già si annunciavano nei suoi nove mesi di ospite dell’astronave-madre stanno trovando via via conferma, giorno dopo giorno. E’ lei, è proprio lei. E’ astuta, ha senso dell’ironia, architetta scherzi, prevede effetti producendo astrazioni, ha gusti musicali ed estetici definiti, è piena di energia motoria, è testarda, le piace ballare, sorride e arriccia il naso, ama i telecomandi e i telefoni, vuole sempre l’attenzione su di sé, non è taciturna. E ha solo 10 mesi, Sara. Proprio oggi.

La Palla aruspicina 2008

la palla aruspicina 2008

Continua l’usanza (come un aruspice) dell’immagine deformata in una palla di Natale (da qui la tradizionale “palla aruspicina“). Per il 2008 si prevedeva un’avanzata della stempiatura – realizzatasi – e pure l’arrivo della proprietaria della scarpetta di cotone raffigurata nella palla 2007. Quello che non si poteva prevedere era che fare una foto senza flash con Sara in braccio è impresa quasi impossibile!

Prima che tu sia nata

Era da tempo che pensavo di provare i sistemi di self publishing presenti in rete. Avevo nel cassetto la raccolta di poesie scritte dialogando con Sara prima della sua nascita, “Prima che tu sia nata“, alcune delle quali giù pubblicate nel corso del tempo su OXP,  altre selezionate per un’antologia del premio Miosotìs che uscirà alla fine dell’anno prossimo per le Edizioni D’If. Così ho pensato di raccoglierle tutte in un volumetto stampabile e acquistabile su Lulu.com. e aspetto di vedere se la qualità di stampa vale la pena di lasciarle in vendita via print on demand, o piuttosto debba cercare un editore disposto a pubblicare il dialogo privato tra me e Sara.

(e se fosse un modo di estorcere qualche soldo ai parenti che vorranno avere, per le prossime feste natalizie, il prezioso volumetto da sfogliare sotto l’albero?)

Frammenti di sonno

E scalcia, e si rigira sul fianchettino, poi prova il Fosbury, poi si stiracchia, si afferra l’orecchio di gomma, si graffia il cranio pelato, strabuzza gli occhi, li richiude, cerca il ciuccio, parlotta, bofonchia, spernacchia bavette, sospira, sbadiglia. E sono le due di notte. Io la rigiro, mi siedo sul letto sonnambulo, cerco di incollare i frammenti di sonno, del suo e del mio, tra un intervento e l’altro di ricomposizione della spilunghina (66 cm) nei suoi dimenamenti notturni. E si divincola, e scalcia, e ride, stende un braccio, piega una gamba. E sono le quattro di notte. La mamma, sconsolata, ci osserva. Frammenti di sonno.

Manuale prime pappe

istruzioni prime pappe

Ringraziando preventivamente i nonni e gli zii che si terranno Sarettina nelle prossime mattine, segnalo la preparazione lasciata dalla con-sorte – che stamani rientrava in ufficio dopo la maternità – sul piano della cucina per agevolare la preparazione della pappa da parte dei volontari reclutati. Qui visibili le note dei post-it predisposti dalla Grande Pianificatrice Domestica.

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