L’impossibile indifferenza

copertina de L'impossibile indifferenzaInizio a scrivere di getto, dopo la lettura delle prime pagine, e proseguirò così, per frammenti e illuminazioni via via che procedo, nel tentativo di raccontare gli effetti che su di me produce e produrrà la lettura della “quasi autobiografia” del prof. Francesco De Sio Lazzari, “L’impossibile indifferenza“, appena uscita presso Dante&Descartes. Non posso scriverne una recensione ma solo una “cronaca emotiva di lettura”, per il legame d’affetto, stima e amicizia che mi lega a Francesco. L’elemento del libro che per primo emerge è la mancanza di qualsiasi forma di messa in scena, o “in pagina”, di  se stesso da parte dell’autore; al contrario si manifesta plasticamente, nelle sue parole, e potentemente tutta la “testualità” della vita in sé, il suo essere letteralmente “tessuto”, textus, (di libri, relazioni umane, incontri, telefonate, abbracci, sorrisi, allontanamenti e riscoperte, amori, dolori, ferite, ricordi personali e altrui, casualità, fortune, sfortune, frammenti, viaggi, sensazioni, sogni, associazioni, condensazioni…). Read the rest of this entry »

Un meta-racconto eticamente pop


 Come scrivere un best seller in 57 giorni
Una lettura su “Come scrivere un best seller in 57 giorni” di Luca Ricci. (L’ascensore del palazzo porta su e giù personaggi pulviscolari e stra-secondari, abbozzi, figurine di plot potenziali. Il palazzo parigino, già meta-letterario (Perec), dentro a una Parigi di cartapesta, collage di cartoline e citazioni, ospita la caricatura iperrealista dello scrittore Briac e dei suoi inquilini, le blatte/Beatles, che per lui impareranno a scrivere un best seller, al fine di salvarlo da uno sfratto incombente. Dentro al palazzo, intanto, ci aggiriamo pure noi blatte, noi lettori-blatta che divoriamo la spazzatura della narrativa di consumo su scala mondiale.)

L’ultimo libro di Luca Ricci è un meta-racconto, un saggio di sociologia dell’editoria (ammesso che esista questo campo d’indagine), una fiaba pop (la copertina da B-movie riassume da sola buona parte del senso “meta” del libro), una struttura narrativa che mostra se stessa e racconta il punto di vista di un gruppo di quattro scarafaggi alle prese con la stesura di un best-seller. Ricci non appartiene alla famiglia degli oulipiani, così il racconto che le blatte riusciranno a completare, per lo scrittore Ricci/Briac, non è coincidente con lo stesso libro che il lettore si trova in mano. “Come scrivere un best seller in 57 giorni” mette in scena la dicotomia tra letteratura come impegno etico e letteratura come prodotto tecnico, riproducibile, di consumo. Presentato come un “Controromanzo”, il libro di Ricci è un saggio travestito da meta-narrazione (che interpreta perfettamente l’originalità della sovrapposizioni di stili che ha fatto della collana “Contromano” una zona riconoscibile e originale all’interno della narrazione contemporanea) e si diverte, sarcasticamente, a sbeffeggiare tic, manie, nevrosi di certi ambiente letterari e para-letterari.

Ricci costruisce dei quadretti/topos (il critico letterario, il premio per il miglior inedito “Contro romanzo dell’anno”, il regista teatrale sperimentale, il caffè letterario…) per denunciare l’impotenza di un atteggiamento autoreferenziale, inconcludente e vacuo (velleitarismo delle belle lettere) di fronte ai meccanismi oliatissimi, scientifici, algoritmici, che regolano la costruzione di un best seller (o meglio di un “best to sell”, cioè di una scrittura che preliminarmente e in modo programmato si pone il compito di vendere). Le due “voci” che si fronteggiano nella favola sono quella pragmatica, feroce, disincantata del narrante John (capo-blatte beatlesiano) e quella del mondo di Briac, pseudo letterario e un po’ naïf.  Negli aspetti più comici e parodistici del libro si possono ritrovare alcune suggestioni che già Ermanno Cavazzoni aveva esplorato nel suo “Gli scrittori inutili” (Feltrinelli, 2002) – che proprio sul tema del mondo letterario e dello scrivere ha recentemente pubblicato presso Quodlibet Il limbo delle fantasticazioni.

Il libro di Ricci, come riflessione interna all’atto stesso di scrivere, sta per me in una terna ideale insieme all’ultimo titolo di Cavazzoni e al “Tentativi di scoraggiamento (a darsi alla scrittura)” di Erri De Luca (Dante&Descartes, 2009) Read the rest of this entry »

Come leggere un best seller in un giorno

copertina del libroDomenica 11, alle ore 12, al Pisa Book Festival, farò una conversazione con Luca Ricci sul suo ultimo libro, “Come scrivere un best seller in 57 giorni“, che sarà disponibile in libreria dal 15 ottobre. Non ho ancora letto il libro e Luca avrebbe voluto, programmaticamente, che io intervenissi sul suo testo nelle esatte condizioni del lettore  in sala che ancora non ha letto il libro, con le stesse curiosità di chi non sa di cosa si stia parlando. Ho sollevato alcune rimostranze di ordine morale e pratico, pur capendo la fine provocatorietà della sua richiesta. Siete tutti invitati.

Il nuovo sito di Orientexpress

Orientexpress, casa editrice indipendente nata nel 2005 da un gruppo di studenti e docenti dell’Università “L’Orientale” di Napoli, rinasce in una nuova veste web e moltiplica i suoi progetti con un’attenzione specifica al mondo della comunicazione in mobilità. Unica, tra le piccole realtà editoriali indipendenti, inaugura oggi una versione del suo sito web completamente ottimizzata per iPhone e iPod: la poesia, il più “tascabile” tra i mezzi espressivi tradizionali, trova così spazio di lettura nei più avanzati supporti multimediali del presente. OXP rende disponibile, per tutti i lettori in mobilità, il suo vasto archivio di scritti e di autori da scoprire.

Il male ontologico e manicheo di Demetrio Paolin

Il mio nome è legione, copertinaNon sono capace di scrivere una recensione, un saggio, una lettura critica de “Il mio nome è legione” di Demetrio Paolin. Ne potete trovare di bellissime e ponderosissime nella rassegna stampa cartacea e on line del libro. Quindi posso solo provare a spiegare perché non ne sarò capace e, spiegandolo, dire qualcosa del libro. La prima cosa che mi viene in mente è che io non so niente di “Demetrio Paolin”, e non so niente del protagonista del libro, Demetrio; allo stesso tempo so molte cose, o alcune cose, di Demetrio Paolin, perché ci conosciamo  e ci raccontiamo le rispettive visioni del mondo da anni. Ma il libro in questione non è autobiografico, non è nemmeno un “oggetto narrativo urgente”. Il tema del confine biografico è però presente e l’autore, in un’intervista, lo risolve così: “Ovviamente molte delle esperienze che Demetrio vive sono le mie, alcune vissute direttamente altre vissute indirettamente. Credo che il nodo stia e nella scelta di quale delle esperienze vissute raccontare e quale no e nel tipo di linguaggio che ho deciso di usare.” (intervista a cura di Barbara Gozzi tratta qui – intervista nella quale, ahimé, l’autore spiega davvero troppo del libro, e del suo processo compositivo, togliendomi tutto il gusto di esercitare, qui, le mie abilità esegetiche più proprie…). Read the rest of this entry »

Il Gran Rifatto

copertina de Il corpo del capoIl titolo di un libro di Marco Belpoliti “Il corpo del capo“, libro che consiglio a priori, prima di averlo letto,  mi ha fatto tornare in mente alcune mie considerazioni sul “Cavalier Bisturoni” che scrissi quasi 6 anni fa, all’indomani di un suo intervento di blefaroplastica. La mia tesi era, in sintesi, che il suo corpo privato si faceva meteriale pubblico, plasmabile, come ultima frontiera della body-art, la nuova politica come body art. Molto cerone è passato sotto i ponti da allora, il corpo della società italiana ha seguito, solo parzialmente, il disfacimento del corpo “politico”, e la nostra memoria collettiva, cortissima come sempre, non è quasi più in grado di registrare gli slittamenti etici ed estetici che le vicende di Bisturoni hanno inflitto alla nostra vita comunitaria e alla sua rappresentazione pubblica. Il tema del corpo, dell’uso dei corpi in “politica”, si è riproposto poi con il caso “escort” (folgorante per me rimane lo spot che Anna ha immaginato: “Perché. L’altrogiorno che percorrevamo, coi bambini, la murgia in bicicletta, fra seccume, vigneti a tendone e alberi di fico, mi facevo in testa una specie di spot pubblicitario delle bellezze della regione, che alla fine finiva con: puglia, terra di escort.” tratto da qui), allargando la riflessione a considerazioni più generali sul rapporto tra generi e sull’uso del corpo femminile (vedi l’esperienza del documentario “Il corpo delle donne“)

Ripropongo qui, così, il mio articolo del 2004, Il cavalier Bisturoni, la politica come body art, perché mi pare dica ancora, a distanza di anni, qualcosa di interessante sul tema. Read the rest of this entry »

I ciclabili alla Biblioteca dal Palagio

poesia allaBiblioteca del Palagio di Firenze

La Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa mi ha dedicato, questo pomeriggio a Firenze, una bellissima sorpresa. Avevo scritto loro, tempo addietro, per proporre i miei “Versi ciclabili” come testo da inserire nelle “Pedalate letterarie” che lì organizzano, e mi preparavo a partecipare oggi al primo incontro del gruppo, pensando d’auto-promuovermi timidamente e candidarmi a lettore. Mi sono scoperto, invece, ospite atteso e omaggiato! La gentilezza, unita a un brillantezza acuta e appassionata, dell’animatore dell’iniziativa, e anima della Biblioteca del Palagio, Andrea Stoppioni, mi ha accolto all’incontro per una lettura estemporanea delle mie poesie. All’ingresso Andrea aveva anche predisposto per i visitatori una mia scheda biografica con una poesia tratta dal libro, e non riesco a immaginare davvero accoglienza e contesto più essenziali e adatti per le mie parole.
Un grande grazie ad Andrea, e alla sua curiosità e vitalità intellettuale.

Frammenti imperfetti per OXP

copertina a cura di Aida Maria ZoppettiCon questo volumetto, “Frammenti ludolinguistici imperfetti“, scaricabile gratuitamente in pdf, prende avvio presso OXP una piccola collana di volumi dedicati al mondo di chi gioca con le parole (ma anche alle parole di chi al mondo gioca). La collana si intitola “Colti sbagli”, perché ne sono il curatore, e il suo primo titolo raccoglie alcuni tra i tentativi ludolinguistici con i quali ho tormentato amici e compagni di web dal 2003 ad oggi. Rileggendoli, a distanza di anni, ritrovo il motivo principale per il quale mi divertivo, e mi diverto, con questo tipo di giochi: tenere in allenamento il linguaggio imponendomi vincoli creativi, nella convinzione che “creatività” e “regole” siano termini simili.  

L’aura pausini stava insieme a nek?

L'aura pausini stava insieme a nek?Ludwig Wittgenstein affermava, con la sua usuale sintetica densità, che “Siamo in lotta contro il linguaggio“. Anche l’umanità disperata e disperante che Alberto Manco fotografa nel suo ultimo libro, “L’aura pausini stava insieme a nek? (Orientexpress, Napoli 2009), combatte una personale lotta contro il linguaggio come involontaria confessione di un più profondo disadattamento esistenziale. Il piccolo saggio etico/estetico che fa da presentazione alla raccolta chiarisce gli intenti e lo sguardo antropologico dell’autore: non ci troviamo di fronte ad una semplice raccolta “stupidario” di strafalcioni, più o meno godibili, o di torture inflitte al senso, alla sintassi, alla grammatica, all’ortografia contenute in una serie di annunci pubblicati su internet. Read the rest of this entry »

Cicli d’ombra

cicli d'ombra

La bicicletta, soggetto ideale per fotografia e poesia, oggetto poetico e fotogenico in sé, è il mezzo più adatto per attraversare la vita perché farà sempre scegliere ai tuoi occhi la velocità con la quale osservare il mondo. La bicicletta è un dialogo di forme tra pieni e vuoti, una meridiana ambulante con la quale misurare il tempo che scorre, quello della memoria individuale e quello dell’accelerazione globale. Per chi ama pedalare con lentezza, il 31 gennaio alle 17.30 alla Libreria Trame, ci sono le foto di M.Giulia Berardi e le mie poesie. 

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