Futurum esse

…mi ricordo un testo bellissimo: era un racconto, era un saggio, era una poesia, era una lettera di scuse, era una lettera d’addio, era un monologo teatrale, era un concertato per voci sole, era uno scherzo o una fantasia, era un musical, era un libretto d’operetta, era una fiaba, era una filastrocca, era una lista dei desideri; sì, mi ricordo un testo bellissimo che parlava a tutti e a pochi, che commuoveva e faceva ridere e pensare, ricordo che era un testo fantastico. Ma devo ancora scriverlo.

Anteprima Teatro

meridiana

Pioveva, ieri pomeriggio, a Montecalvoli. Ma forse ieri pioveva ovunque. Così, buona parte della suggestione che “Anteprima Teatro” avrebbe voluto offrire (compagnie di teatro amatoriale impegnate a presentare porzioni dei propri spettacoli in lavorazione, collocandosi in vari angoli del piccolo borgo frazione del comune di Santa Maria a Monte…) non si è potuta realizzare. Eppure, un po’ di “Arte” aleggiava lo stesso, nell’umido, nel grigio, nel nubifragio. Nella caparbietà delle proposte, più o meno originali, che ogni compagnia metteva in scena. E’ una realtà, quella delle associazioni di teatro amatoriale, per me del tutto sconosciuta. Solo da pochi mesi ho iniziato a farne parte collaborando con l’Associazione Viviteatro, di Santa Maria a Monte. Non ho nessuna attitudine o volontà di recitare, semmai di avvicinarmi al mondo della scrittura drammaturgica, sperimentando un terreno nuovo. Le varie compagnie, osservavo ieri, si conoscono tra loro, un po’ come famiglie di parenti, di tradizioni, di squadre sportive:  sanno chi “recita” meglio, chi propone progetti più sperimentali o tradizionali, chi si è costruito una credibilità sul campo. Noi presentavamo 15 minuti di uno spettacolo dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro (Impiego sicuro cercasi) frutto di un percorso di ricerca svolto all’interno di un circolo di studio. In scena 8 persone, nella sala d’attesa di un Centro per l’Impiego: pensieri in libertà di una monologhista, dati statistici, titoli di articoli leggendo il giornale, e testimonianze biografiche autentiche, rielaborazioni narrative di infortuni realmente accaduti, che interrompono come flash il flusso di pensieri espressi nel monologo. Non so bene valutare che impatto può avere il tutto su uno spettatore. Stiamo ancora lavorando ad affinare la messa in scena, gli automatismi, le sincronie. Il debutto è previsto per l’8 ottobre 2011. Prossimamente la locandina (molto bella!) e le informazioni di dettaglio.

Gas Station Night

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Perché ci attirano tanto, come lampade per falene o per anime in pena, queste isole di luce bianca piantate in mezzo alle ore più primitive della notte, tra l’una e le quattro, scintille di fosforo delle tangenziali, dell’extra-urbane, delle provinciali, di ogni strada che si faccia carico, per noi, di attraversare il nulla? Perché quelle luci che mettono a giorno piazzali deserti, “gas station night”, hanno il potere di funzionare, come raggi-x, da lampade rivelatrici della felicità e dell’infelicità di chi vi si sottopone o soltanto vi si avvicina?

Nel progetto di scrivere una poesia che condensasse in parole l’atmosfera ipnotica e rarefatta delle luci dei distributori che si incontrano in auto di notte, atmosfera “hopperiana” per certi aspetti (vedi la luce del suo celebre bar; singolare, poi, che un amico mi abbia citato proprio una “gas station” di Hopper per commentare su Facebook la mia foto notturna, senza aver letto questa mia riflessione) e prima di fotografare autonomamente qualche reperto significativo (proposito abbandonato dopo il primo scatto, qui sopra, poiché occorrerebbe attrezzatura fotografica apposita), ho iniziato la mia solita e propedeutica ricerchina in rete, partendo da una stringa testuale su flickr, “gas station night”. I risultati sono già molto buoni, e perfettamente centrati su quello che vorrei, poi, riuscire a rendere a parole.

L’atmosfera iper-realista che caratterizza queste luci notturne di distributori è stata resa perfettamente, e non a caso, da alcune sequenze, vado a memoria, del primo Toys Story: quindi realtà virtuale, digitalizzata, più vera del vero. Vale a dire, la finzione patinata e plastica dell’animazione digitale rende con perfezione fotografica una qualità di luce (plastificata e irreale, perché troppo reale) quale quella delle illuminazioni notturne dei distributori. La foto di un distributore notturno dal vero e di una sua eventuale modelizzazione 3D sono, per me, indistinguibili

On writing

“ma-mma” di Nadia Zorzin

Finalmente su carta le storie lineari, permeabili e imperdibili di Nadia Zorzin (alias soloinlinea). Ecco l’annuncio della prima presentazione del prezioso ottavo volume untitlediano:

Si chiama ma-mma, ed è una bella storia di amore e di terrore. Pieno di corpi che si gonfiano si espongono e si nascondono, carezze e piccole lotte, timori, esasperazioni, esitazioni, sorprese. Il libro sarà presentato a Napoli sabato 29 marzo alle 18,30, alla Stazione Marittima (Molo Angioino), nello spazio della mostra “In viaggio col taccuino” - un evento di Galassia Gutenberg (informazioni qui, e sul blog della mostra).

- tratto da Il nuovo nato -

Scomparsa e memoria del QCV

Chi ricorda il progetto del Quaderno Cartografico Viaggiante? Come forse saprete il quaderno seguiva un itinerario non lineare, su è giù per l’Italia, raccogliendo la creatività di un manipolo di blogger volontari e volonterosi. Poi, un giorno, il viaggio s’interruppe. Una corrispondente fece perdere le tracce, di sé e del quaderno. Eppure, una persona tanto illuminata quanto previdente, Eus, passò allo scanner il quaderno durante il suo periodo di pertinenza. Mai scelta fu più opportuna! Oggi quelle preziosissime foto sono finalmente fruibili su monitor e in modo agevole. Read the rest of this entry »

All’ombra della propria grafia

clicca per ingrandire All’ombra della propria grafia, ci nascondiamo disvelandoci e ci disveliamo nascondendoci. Non credo alla grafologia, o forse sì. Ma l’affezione per quanto lascia tracce scritte a mano resta nel tempo.

La vecchia idea, non mia, della fisionomia nascosta nella grafia. Il valore degli autografi, il collezionare grafie. Anche anonime.
(elaborazione grafica di Matisse)

C’è solo più il vento che legge il giornale…

agosto 2006 a Marina di Vecchiano

Ho spedito questa foto (che risale all’agosto dello scorso anno) al concorso estivo di Samuele. (Pare che, per regolamento, debba fare pubblicità qui a Rebelio e ad Apogeo. Mi adeguo volentieri, perché la foto mi pare vincitrice a priori)

Intervallo di scrittura

bolla di sapone all'agrifiera

Avviso che questa bolla resterà qui per un po’. Rappresenta, infatti, il mio tentativo di scrivere una cosa. La bolla è la cosa che sto scrivendo, è lo spazio mentale che mi occorre per scriverla, è la fragilità aleatoria del risultato, incerto, di questo tentativo di scrittura. Quindi, per qualche tempo mi impongo di non aggiornare quotidianamente il blog, proprio perché vorrei riuscire a scrivere questa bella bolla di sapone… Read the rest of this entry »

L’aggiornamento sul Viaggiante

la prima pagina del QCV
Viaggia, viaggia il quadernetto, su e giù per lo stivale. In questo momento è accasato da Eus – che devo ringraziare per il lavoro allo scanner intrapreso e dal quale proviene questa immagine della prima, scarna, pagina del Quaderno -. Da vedere le ambientazioni cartografiche nelle quali Eus ha fotografato lo scrigno.

Consiglio vivamente di visitare, inoltre, il bellissimo “In viaggio col taccuino” di Simonetta Capecchi, elegante blog visuale e punto di partenza prezioso per tutta la materia “taccuini-da-viaggio-disegno-grafie-blog-rete”

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