La giornata di un battezzatore

Non immaginavo, in realtà sospettandolo, quanto sarebbe stato difficile scegliere il nome della nascitura. Ancora di più per chi, come me, ha passato un po’ di tempo a trattare con teorie del riferimento, designatori rigidi, descrizioni definite ed indefinite. In più abbiamo lanciato le primarie tra nonni, zii e amici consegnando loro una scheda con un elenco di nomi tra i quali esprimere una preferenza, ovviamente non vincolante per noi, ed eventuali nomi preferiti da segnalarci.

Io ho subito chiesto un riconteggio delle schede pervenute, che sembrano premiare decisamente le preferenze onomastiche della con-sorte. Intanto, gli amici di OXP con in testa il loro Decano Prof. Francesco “Se Dio” Lazzari, continuano a voler ospitare il dialogo intra-poetico-uterino che sto conducendo con mia figlia. Siamo arrivati a discutere intorno al Battesimo primo.

Domenica mattina

(domenica mattina. Daniela in sala lavora sul portatile. L’albero è acceso. Sotto l’albero c’è già un pacchettino, l’ha portato mia mamma ieri sera. Come sottofondo al suo lavorare al computer le ho messo Brahms, sonate per pianoforte e clarinetto. Io sto nello studio, scrivo un’introduzione non a firma mia ad una cartella omaggio di acqueforti. Fuori piove pigramente una giornata umida. Ho preso il vaccino omeopatico come ogni domenica mattina. Ho una montagna di camicie da stirare. Voglio mettere una foto dell’ecografia di settembre dentro al presepe. Daniela è contraria)

Vasi cerebrali

Oggi ho visto il cervello di nostra figlia prima ancora che questo possa iniziare a pensare. Mi ha dato una grande emozione ed un senso di vertigine: spiavamo l’impensabile, eppure pensata, la pre-cosciente che avrà uno spazio infinito del nostro essere coscienti.
Siamo alla ventesima settimana, e procede tutto bene.

E’ la pallina che traccia il solco

immagine di una racchetta tratta da http://www.cnu2007.it/Sono un giocatore di tennistavolo piuttosto scarso. Sono stato battuto dalla con-sorte per intere estati della nostra giovinezza, estati durante le quali lei arrivava persino a sfidarmi con la mano sinistra (e non è mancina, lei…) e a battermi egualmente. Ricordo che queste umiliazioni venivano consumate, nei primi anni Novanta, in un parco pubblico – ex Olivetti – a Marina di Massa. Ancora oggi, quando è disponibile un tavolo da ping pong, cedo alla tentazione di una rivalsa postuma, anche se ogni sporadica mia vittoria non riesce a cancellare le ferite che lei mi inflisse allora, e che ancora riesce a procurarmi. Ora, penso che non giocherò più a pingpong, dopo aver sentito un noto senatore siciliano amico di Berlusconi sostenere che il tennistavolo è un ottimo viatico all’addestramento politico della gioventù forzaitaliota (voi capirete la totale assenza di legami ipertestuali per la notizia in oggetto e i personaggi coinvolti)

Contenute spese librarie

Mentre la con-sorte mi ricorda che devo ancora passarle la mia quota-stipendio da accantonare per “l’inverno” (formica ammucchiarona, direbbe Maraini…), tra ieri e oggi al BookFestival ho acquisito (tenendomi davvero stretto pur “cicala”) i seguenti titoli:
- 3 copie di Pisanthology (una per me e due da regalare ai baristi citati nel raccontino);
- 1 copia di “Vite parallele” di Alberto Radicati, a cura dell’amico Tomaso Cavallo
- 1 copia di World of Bicycles (da regalare)
- 1 copia di Parole e pedali (per me).

Centinaia, invece, i titoli che avrei voluto portare via con me.

Nobel

(in auto, guidando con aria condizionata a – 20 gradi e temperatura esterna + 30)
M. Fa un caldo terrificante oggi…
D. In effetti…
M. Stavo pensando una cosa: per me a chi ha inventato l’aria condizionata avrebbero dovuto dargli il Nobel!
D. E in quale disciplina scusa?
M. Io gli avrei dato il Nobel per la Pace. Potrei uccidere per il caldo.

L’era del cuckoo

Cuckoo Siamo entrati ufficialmente, da ieri, nell’era del “cuckoo“. E non ci sono parole che possano descrivere la portata e l’importanza dell’evento e dell’acquisto che ha ancora, ai miei occhi, dell’incredibile. Non sono in grado di raccontare come sono andate le cose, e non posso neppure riportare stralci di conversazione pre-acquisto, perchè mi sono impegnato con lei a non fare qui del facile avanspettacolo…Sta di fatto che da ieri niente sarà più come prima.

Abbigliamento altimetrico

Frammento di polo a righeD. – Questa polo a righe la metti in valigia? -
M. – No, questa non la porto in montagna…non posso -
D. – Come “non posso”? -
M. – In montagna non si possono portare polo a righe orizzontali… -
D. – E da quando?
M. – E’ una regola della polo a righe orizzontali: in montagna non si portano…
D. – E in campagna? In collina?
M. – Sì, al limite ma…eccezionalmente. Orizzontali si possono portare solo al mare, o sul livello del mare.
D. – Non sei mica normale. -

Emergenza caldo

M. – Ma ti pare questa l’ora di uscire con la macchina?
        E quella senza aria condizionata poi!?-
D. – Guarda che lo sconsigliano solo ad anziani e bambini…-
M. – Ma io lo sono entrambi: sono sia anziano sia bambino…
D. – Sì, in effetti sei un cucciolo di vecchio.

Attentato!!

acqua e ferro

Il fatto che la soluzione di acqua e ferro per nutrire le piante del terrazzo risulti assolutamente indistinguibile dal tè freddo, soprattutto se inserita nelle bottiglie di una nota marca di tè freddo di cui sono consumatore abituale, devo interpretarlo come un tentativo di omicidio da parte della con-sorte poiché sono renitente alla cura delle piante?

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