Flashforward

24 Giugno 2009

Nel pomeriggio siamo andati a visitare alcuni stabilimenti balneari a Tirrenia. Le due settimane di ferie d’agosto, infatti, le passeremo a Pisa quest’anno, e faremo solo un po’ di “mare locale”. Visitiamo gli stabilimenti, solo alcuni tra i tanti, a campione, a caso, ispirati dai nomi, o dalla vegetazione, e poi verifichiamo come sono gli spazi, i giochi per i bambini, le strutture, la gentilezza, il ristorante, la pulizia, i prezzi, cose così. Ad un certo punto, nello stabilimento che più ci aveva convinto rispetto ai parametri  che avevamo in mente, a me viene davanti agli occhi una specie di visione di futuro, di anticipazione. In ogni bambina o ragazzina, 5-10-15 anni, che gioca o parla con le amiche o prende il sole nello stabilimento balneare io incomincio a vedere Sara. E a questa visione si associa una serie di ricordi potenziali come se, da questa estate in avanti, quello dovesse diventare il “nostro” stabilimento balneare di famiglia. E tutta questa serie di futuri anteriori non riguardano tanto me (che in fondo amo sempre di più la montagna) ma Sara, Sara collocata all’interno di situazioni piuttosto archetipiche della categoria “estate al mare”: il gruppo di amici e amiche con cui crescere e ritrovarsi ogni anno allo stesso stabilimento, la fine della scuola, i primi amori, l’adolescenza, le sere sotto le stelle, i desideri,  i fuochi d’artificio…

“Scegliamo questo”, dico a Dany. “Noi veniamo qui da anni, da quando Sara aveva poco più di un anno, ricordi?”, penso o le dico. Non ricordo bene. Ma era come se vedessi lì intorno a noi, realmente, Sara tra 10-15 anni che prende il sole, che ride, che balla, che scherza con i coetanei. Non so se questa visione, questo flashforward delle nostre vite, sia stata in realtà una specie di nostalgia proiettiva della mia adolescenza, dove forse non ho vissuto appieno la bellezza, la dolcezza e l’intensità di quegli archetipi d’estate. O forse sono influenzato dal fatto che sto lavorando sul concetto di “estate” attraverso il diario di Mauro. Lo stabilimento balneare si chiama “La Pace”, e ci è sembrato molto bello.

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Manuale prime pappe

19 Agosto 2008

istruzioni prime pappe

Ringraziando preventivamente i nonni e gli zii che si terranno Sarettina nelle prossime mattine, segnalo la preparazione lasciata dalla con-sorte - che stamani rientrava in ufficio dopo la maternità - sul piano della cucina per agevolare la preparazione della pappa da parte dei volontari reclutati. Qui visibili le note dei post-it predisposti dalla Grande Pianificatrice Domestica.

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Andavo a cento all’ora per trovar la bimba mia

30 Maggio 2008

Appurato che la mia velocità di ritorno a casa, bici o macchina che sia, è direttamente proporzionale alle urla piangenti di Sara, veicolate dal cellulare della con-sorte, credo ormai di essere in grado di stilare una tabella di conversione tra manifestazioni della bimba e disponibilità all’accudimento.

- 1 sorrisetto involontario condona 1 ora di sonno notturno perso per lei;
- una serie (2-3-4) di sorrisi involontari condona fino a 5 ore di sonno perso;
- 1 sorriso volontario condona 1 pannolino colmo di liquami beige;
- una serie di sorrisi volontari ( o anche apparentemente tali) cancella  fino a 5 notti insonni e  2 pannolini radioattivi.

 
p.s. per chi fosse arrivato qui cercando notizie sulla nota canzone di Gianni Morandi, posso dire che è un brano del giugno 1962, un twist che resiste nei decenni, e di cui google conserva tutte le tracce del caso.

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Revisionismi

24 Aprile 2008

Il 25 aprile ricorrono i 10 giorni dalla liberazione della pancia della con-sorte da parte di Sara. Conto su festeggiamenti nazionali.

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La prima notte a casa

19 Aprile 2008

Poppata alle 23. Pianti. Colichetta. Addormentata in braccio a me nel lettone. Carrozzina. Pianti. Poppata alla 02.30. Addormentata in braccio a mamma nel lettone. Carrozzina. Pianti. Addormentata in braccio a mamma nel lettone. Mamma semi-sdraiata a letto, immobile, con Sara addormentata in braccio. Poppata alle 05.30. Addormentata in braccio a mamma fino alle 6.30. Carrozzina. Sonno fino alle 9.00.

(Contiamo sul fatto di avere, ogni giorno, l’esperienza in più del giorno precedente. Ce la faremo! Se ritardo nel rispondere a qualche mail, o i post si diradano…sappiate che ho da fare. Un grazie di cuore a tutti per l’affetto che ci avete fatto arrivare con i vostri commenti e sms)

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3,6 kg di sapienza

15 Aprile 2008

Quanta sapienza ho visto nei tuoi occhi grandi, aperti per la prima volta sulle cose intorno. Tutta la sapienza che s’impiega una vita a perdere, nel tentativo di guadagnarla. Quanta tranquillità emana il tuo viso, pieno della tua bellezza. Tutta la tranquillità che sempre ognuno insegue come Eden terrestre. Dopo 12 ore che respiravi la nostra stessa aria, ci siamo ritrovati soli, stasera, tu ed io: la culla che cercavo di offrirti goffamente con le mie braccia è l’abbraccio che ti proteggerà, amandoti,  per tutta la tua vita, da oggi in poi. E tu mi insegnerai, in cambio, il segreto della sapienza, della tranquillità e della bellezza di te neonata.

(stamani alle 9 e 08 è nata Sara, figlia di Daniela e del sottoscritto. Pesa 3 chili e 620 grammi, è lunga 51 cm. In estrema sintesi: è una bambina meravigliosa!)

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Ubris

3 Aprile 2008

Predeterminare la data di una nascita (pur sempre già da sempre saputa dall’Onnisciente) con un eventuale cesareo programmato contiene un vago sapore di “vittoria sul Caso”, l’antica ùbris troppo umana rispetto agli insondabili progetti degli Dei?

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Linguaggi prenatali

24 Marzo 2008

E scalcia, si stira, s’allunga, nuota, fluttua, esercita anche le anche, struscia il tallone, lancia il gomito, si stizzisce, si sveglia affamata reclamando la colazione, esprime gusti rispetto ai diversi frutti ingeriti dall’astronave-madre, singhiozza, protesta le posizioni sgradite nel lettone, gioisce del gelato alla crema, allena gli arti in vista del tuffo, prepara lo sgombero dal monolocale, senza bagagli, annuncia il “Parto”: partire è un po’ partorire.

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Decori

9 Marzo 2008

Ho messo su un po’ di decorazioni sulle pareti intorno al lettino, sagome in gommapiuma di vari personaggi disneyani (il famoso orsettino e i suoi amici). La con-sorte sostiene di averle comprate per me, e non per la bimba. Da giorni le rompevo le scatole sul fatto che le pareti della cameretta mi sembravano sconsolatamente disadorne. Le decorazioni, appena arrivate al regno “dei costosi diminutivi“, mi sono state quindi acquistate ed affidate per la collocazione spaziale nella bianca superficie del muro. “Sistemale tu, che sei creativo”. Non so se l’affidamento del delicato compito nascondesse una qualche forma di ironia. “Io le metterei troppo simmetriche”, ha specificato la con-sorte. Dopo alcune prove, stremato da dubbi laceranti, ho applicato i biadesivi alle figurette gommose. Per un attimo mi sono sentito un artista.

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Appello al cappello

7 Dicembre 2007

Il mio amato berrettinoI primi freddi richiamano in servizio, ogni anno, un berrettino inglese in tweed, di cui io vado fiero, acquistato alcuni anni fa a caro prezzo in un negozino specializzato del centro.
- Mica vorrai uscire anche quest’anno con quel coso in testa? -
- Perché no? -
- Perché non hai ancora settantanni. E’ decisamente presto -
- Guarda che è bellissimo. E poi non mi curo delle apparenze e delle mode -
- Contento te. Ma ti sei visto? Credi ti faccia un’espressione intelligente? -
- Non ho bisogno che il berrettino dica alcunché. A me piace…così -
- Un giorno te lo brucio -
- Guarda che faccio un sondaggio di gradimento tra i lettori e, soprattutto, le lettrici del blog! -
- Ci vuole un bel coraggio… -

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