Appunti mentali: non ho mai visitato un negozio Ikea quindi ne posso parlare, del resto neppure Kafka era mai stato in America, e ha scritto America, il suo romanzo più romanzo di tutti, di stampo dickensiano addirittura. Allora io vedo l’Ikea come regno moderno del ready-made, ma anche come emblema della modularità, scomponibilità delle relazioni interpersonali. (vedi La Cecla, Lasciami).
La zanzariera venduta come originale tenda per il bagno, annodata in esposizione come se fosse una rete da pesca. La rete da pesca della nostra fantasia. Ecco il tema del vedere-come. il signor Ikea, o chi per lui, ha capito la potenza del “vedere-come”, quindi ci fa vedere pezzi di legno colorati e altri ninnoli non tanto, o non solo, come elementi possibili d’arredo, ma giocando sul loro potere proiettivo-evocativo: non sono oggetti che hanno in sé valore, ma sono scenari di una proiezione: di una vita dinamica, “giovane”, colorata, allegra, eternamente rimodulabile, assemblabile. Non vedo l’ora di visitare un negozio Ikea, sarà come entrare dentro una vera opera d’arte contemporanea. Augé, hai torto marcio!
