Appunti sull’Ikea

Appunti mentali: non ho mai visitato un negozio Ikea quindi ne posso parlare, del resto neppure Kafka era mai stato in America, e ha scritto America, il suo romanzo più romanzo di tutti, di stampo dickensiano addirittura. Allora io vedo l’Ikea come regno moderno del ready-made, ma anche come emblema della modularità, scomponibilità delle relazioni interpersonali. (vedi La Cecla, Lasciami).

La zanzariera venduta come originale tenda per il bagno, annodata in esposizione come se fosse una rete da pesca. La rete da pesca della nostra fantasia. Ecco il tema del vedere-come. il signor Ikea, o chi per lui, ha capito la potenza del “vedere-come”, quindi ci fa vedere pezzi di legno colorati e altri ninnoli non tanto, o non solo, come elementi possibili d’arredo, ma giocando sul loro potere proiettivo-evocativo: non sono oggetti che hanno in sé valore, ma sono scenari di una proiezione: di una vita dinamica, “giovane”, colorata, allegra, eternamente rimodulabile, assemblabile. Non vedo l’ora di visitare un negozio Ikea, sarà come entrare dentro una vera opera d’arte contemporanea. Augé, hai torto marcio!

Come fondare una rivista inutile

Mi sarebbe sempre tanto piaciuto fondare una rivista. La facilità con la quale si può fondare una rivistina scaricabile in pdf oggi costituisce, per me, una sirena quasi irresistibile e non so per quanto tempo ancora riuscirò a non lanciare l’invito ad alcuni amici per firmare insieme una rivista on line, scaricabile in pdf o meno che sia. La notevole quantità di riviste on line, degli argomenti più vari, non mi scoraggia dal proposito. E neppure l’intento di fondare una rivista “inutile”, come gesto parodistico delle molte riviste on line, quindi meta-letterario, mi esonererebbe, nondimeno, dal doverne fondare una (anche qui la parodia si offre come “messa in mostra” di un originale). Read the rest of this entry »

Avvertenza per i geni: solo pagamenti in contanti

Immagine di Pura anarchiaRubo il titolo del post a quello di un racconto di Woody Allen incluso nella recente raccolta “Pura anarchia“. Leggendo quel racconto ripensavo al tema della letteratura immaginaria, a quella sterminata bibliografia potenziale contenuta negli scritti di moltissimi autori, materia affascinante e mirabilmente compendiata dal volume “Mirabiblia” di Paolo Albani e Paolo Della Bella. Dunque, nel racconto del titolo Allen si esercita in un procedimento inventivo simile. Read the rest of this entry »

Come diventare creativi

Il titolo mente. Perché come si diventa creativi non lo so. So solo che la creatività si può allenare, quotidianamente. Arrivo al tema grazie ad uno spunto di Clelia. Da lì mi tornano alla mente alcuni riferimenti sulla creatività: ad esempio, il bel libro di Edward de Bono “Creatività e pensiero laterale” (autore scoperto grazie a Max);oppure la conferenza di Remo Bodei “L’idea di creatività” (che vi consiglio caldamente di ascoltare nel frammento audio, se avete una ventina di minuti di tempo da dedicare al nutrimento della vostra mente, ma anche del cuore…un ascolto dal quale si esce davvero arricchiti).

Come viene usato oggi il termine “creativo”? Ed il concetto di “creatività”? Sulle prime mi verrebbe da dire: impropriamente, di solito. E non nomino neppure la “finanza creativa”…no, penso a quell’insieme di attività para-artistiche che, svincolate da studio e regole e codici si attribuiscono, nel parlar comune, ad un “creativo”. Continuo a trovare, invece, un elemento di passività positiva nel concetto di “creatività” (vedi “L’essere-agito del creativo“) unita ad un’irriducibile e benefica dimensione anti-dogmatica. Ogni attività di pensiero critico è, in fondo, un atto creativo.

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