
Ieri pomeriggio ci siamo scambiati gli auguri con Luca, per il nostro solito “caffé parodistico-letterario” a due. Era anche l’occasione per regalargli la dovuta copia delle poesie, lui che mi ha incoraggiato e fatto scoprire gli amici di OXP (geniali, a mio avviso, nello scoprire il mio “genio”). Congedandoci, per strada, poco prima di cena, riflettevo sull’atmosfera intorno a noi. Read the rest of this entry »
Amici fidati in quel di Napoli mi assicurano che alcune mie composizioni hanno finalmente preso residenza su carta nella forma di un progettato librettino, lungamente curato e perfezionato. Così, chi vuole, in attesa di altri canali distributivi telematici, può iniziare – a suo rischio – le ordinazioni dei miei Versi Ciclabili.
Una classe di studenti universitari giapponesi alle prese con l’italiano e con un tema, “La bicicletta”. Questo l’interessante esperimento che mi ha regalato Alessandro W. Mavilio sulla via del nostro comune progetto di ricerca sulla “bici taoista“. Dai temi emerge tutta la consuetudine del mezzo all’interno della loro mobilità quotidiana ed anche la dimensione del ricordo (la bici come ibrido, strumento di passaggio tra il giocattolo infantile ed il primo veicolo che dona autonomia e libertà)
I brevi temi dei ragazzi giapponesi (pdf)
Si ha un bel riunire trenta raggi in un mozzo,
l’utilità della vettura dipende da ciò che non c’è.
Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame,
l’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è.Si ha un bell’aprire porte e finestre per fare una casa,
l’utilità della casa dipende da ciò che non c’è.
Così, traendo partito da ciò che è, si utilizza quello che non c’è.
(dal capitolo XI del Daodejing)
Potremmo sostenere che la bici è ontologicamente “taoista” perché ogni sua parte allude sempre a qualcosa che non c’è?
La freccia gialla s’accende,
freme, appare, scompare,
scivola in arcobaleno:
prima stradale (telai-freccia bambini)
e poi atmosferico.
Aspettando i “Versi Ciclabili”, segnalo un interessante festival cinematografico: il “BicycleFilmFestival“, un’iniziativa diffusa in varie città del mondo che lega insieme la bicicletta, l’urbanità e l’agilità delle riprese video amatoriali. In Italia le città ospitanti sono Roma e Milano. Qui un spot promozionale del Festival

Incontro questo segnale, in un vialetto che porta dritto dritto al mare, dopo pochi metri. Che quando il mare è a pochi metri tu lo sai già senza vederlo. Guardo per terra, ad un bivio in miniatura, e trovo il cartello. Cosa vorrà dirmi: devo continuare a scrivere di biciclette o devo smettere?
(a margine segnalo il libro Biciclette (MUP Editore) che presentavano oggi a Parma. Una galleria fotografica tratta dal libro)
Mi pare ovvio che occorressi, o accorressi, io per scrivere “Ode al cuscinetto a sfere“. In effetti, penso che ognuno sia atteso da certe combinazioni di parole e di concetti: stanno là, aspettano la persona giusta (che è sempre una pluralità e non un’unicità) che ci dica su qualcosa di commestibile. Sì, questa la potevo scrivere io, quindi anche un altro: me la trascrivo, un paio di volte, sposto gli accenti, sento come scorre, sposto gli aggettivi, olio i sostantivi finchè l’ode, che parla di attrito, non vinca l’attrito della pagina.
Che gran regalo, che splendido e meravigliosamente inatteso, denso e sintetico regalo che ci ha fatto il Maestro cantando un inedito come sigla del Giro d’Italia 2007: Silenziosa velocità. Per me, per quel che rappresentano per me la poetica della bicicletta e l’Arte di Conte intrecciate insieme, è un godimento difficilmente raccontabile lo scoprire e l’ascoltare questa canzone, un frammento messo lì a far da sigla al Giro, per omaggiarlo nobilitandolo o nobilitarlo omaggiandolo. Read the rest of this entry »
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