Autopsia

Sinergie

campagna di comunicazione dell'Ufficio Bici

Qualcosa si muove

Poesie a pedali: Alessandro Ricci

Alessandro Ricci recita ciclopoesieUna tra le cose migliori che possa regalare la rete sono gli incontri. Ad esempio quello con un mio vero collega di “poesia ciclabile”. Con Alessandro Ricci (nella foto) ci siamo incrociati sul web: io avevo già letto tracce di lui e lui è venuto a suonare il campanello della sua bici sotto le finestre del mio blog in cerca di “versi ciclabili”. Alessandro scrive bellissime quartine a pedali (si possono leggere sotto l’etichetta biciclette nel blog d’arte varia Factory) e le diffonde tramite efficaci letture poetiche (o performance) affidandole a borracce colorate: poesia in borraccia, quindi, ma mai abborracciata. Read the rest of this entry »

Attraversamenti

foto di A. W. Mavilio

Il semaforo ferma il tempo ai lati dell’attraversamento. Nella striscia d’asfalto ciclabile e pedonale gli istanti si allargano, rallentando, mentre tutto intorno sfuma, nell’indistinto, l’attesa di riprendere il consueto corso dei secondi. La borsa della ragazza ciondola, ha appena dondolato e tornerà a dondolare appena, pendolo galileiano mosso dall’inerzia dei pedali; il vestitino a fiori si è increspato seguendo lo spostamento delle gambe e del busto. Sull’altro lato, un uomo anziano in canottiera bianca, un altro mondo, scivola sul sentiero che fa da confine temporale tra il prima/dopo (la città) e il durante (l’attraversamento); abbagliato dal sole l’uomo anziano non riesce ad osservare, come vorrebbe, le giovani gambe leggere ed elastiche che muovono il vestitino a fiori. Intorno è silenzio.

(leggendo una foto di A.W. Mavilio)

Da Kyoto

fotogramma del video

Appurato che quello che scrivo intorno alla bicicletta sia difficilmente traducibile in giapponese, con Alessandro W. Mavilio abbiamo concordato uno spaesamento “taoista-partenopeo” il cui risultato è questo bel video da lui ideato e realizzato a Kyoto: la versione napoletana e in movimento di Estate

T’amo, pia bici

clicca per ingrandire il ritaglio Grazie alle attenzioni dell’amico e collega Francesco Loi, nella cronaca pisana de Il Tirreno di oggi è stata pubblicata una piccola intervista – a tutta pagina – sui Versi ciclabili, dall’occhiello evocativo “T’amo, pia bici“. Il titolo, tuttavia, contiene due gravi sviste, non essendo io né poeta né pisano.

Ad alta voce e in movimento

Si potrebbe dire che la lettura ad alta voce della poesia (non la recitazione) sia la “prova di carico” di un verso. Tu prendi un camion, lo riempi a pieno carico e poi lo fai passare sopra un ponte. Se il ponte non crolla supera il collaudo. Ora, come si collaudano i versi se non leggendoli a voce alta? E’ un’ipotesi. Read the rest of this entry »

1915

Un gran regalo ha voluto farmi Simone, leggendo e realizzando un originale videoclip poetico del sonetto “1915″

Cyclette

Istigazione a delinquere

reparto bici di Decathlon Cascina

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