Futurum esse

…mi ricordo un testo bellissimo: era un racconto, era un saggio, era una poesia, era una lettera di scuse, era una lettera d’addio, era un monologo teatrale, era un concertato per voci sole, era uno scherzo o una fantasia, era un musical, era un libretto d’operetta, era una fiaba, era una filastrocca, era una lista dei desideri; sì, mi ricordo un testo bellissimo che parlava a tutti e a pochi, che commuoveva e faceva ridere e pensare, ricordo che era un testo fantastico. Ma devo ancora scriverlo.

Impiego sicuro cercasi


“IMPIEGO SICURO CERCASI. Riflessioni, pensieri, testimonianze sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
TEATRO COMUNALE DI SANTA MARIA A MONTE, Piazza della Vittoria
SABATO 8 OTTOBRE 2011 ore 21.30
in occasione dell’inaugurazione del Teatro Comunale. INGRESSO LIBERO.

Anteprima Teatro

meridiana

Pioveva, ieri pomeriggio, a Montecalvoli. Ma forse ieri pioveva ovunque. Così, buona parte della suggestione che “Anteprima Teatro” avrebbe voluto offrire (compagnie di teatro amatoriale impegnate a presentare porzioni dei propri spettacoli in lavorazione, collocandosi in vari angoli del piccolo borgo frazione del comune di Santa Maria a Monte…) non si è potuta realizzare. Eppure, un po’ di “Arte” aleggiava lo stesso, nell’umido, nel grigio, nel nubifragio. Nella caparbietà delle proposte, più o meno originali, che ogni compagnia metteva in scena. E’ una realtà, quella delle associazioni di teatro amatoriale, per me del tutto sconosciuta. Solo da pochi mesi ho iniziato a farne parte collaborando con l’Associazione Viviteatro, di Santa Maria a Monte. Non ho nessuna attitudine o volontà di recitare, semmai di avvicinarmi al mondo della scrittura drammaturgica, sperimentando un terreno nuovo. Le varie compagnie, osservavo ieri, si conoscono tra loro, un po’ come famiglie di parenti, di tradizioni, di squadre sportive:  sanno chi “recita” meglio, chi propone progetti più sperimentali o tradizionali, chi si è costruito una credibilità sul campo. Noi presentavamo 15 minuti di uno spettacolo dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro (Impiego sicuro cercasi) frutto di un percorso di ricerca svolto all’interno di un circolo di studio. In scena 8 persone, nella sala d’attesa di un Centro per l’Impiego: pensieri in libertà di una monologhista, dati statistici, titoli di articoli leggendo il giornale, e testimonianze biografiche autentiche, rielaborazioni narrative di infortuni realmente accaduti, che interrompono come flash il flusso di pensieri espressi nel monologo. Non so bene valutare che impatto può avere il tutto su uno spettatore. Stiamo ancora lavorando ad affinare la messa in scena, gli automatismi, le sincronie. Il debutto è previsto per l’8 ottobre 2011. Prossimamente la locandina (molto bella!) e le informazioni di dettaglio.

La ripresa

Grazie all’intervento tecnico provvidenziale giunto dall’America, ma per l’ingegno tutto italiano del carissimo Camu, questo blog torna a vivere. E proprio nel mese più invivibile e interminabile dell’anno. Nel mese dell‘essenziale, che quest’anno non si terrà, per sua stessa contrazione ultima. E proprio quando mi sono deciso ad invitare qui a Pisa, per il prossimo autunno, tutti i vecchi “blogger” coi quali animammo (“splendemmo su Splinder…”) un social-network implicito ed esplicito alcuni anni fa. Il titolo dell’iniziativa è “Dica Trentatrè. Blograduno per reduci”, ed è stato trovato da Elena Franchini (l’era Facebook ci ha riportato a uno sportello d’anagrafe in base al quale da tempo non ci nominiamo più attraverso nickname o i nomi dei blog, alcuni dei quali non più attivi,  e io stesso non sono più per nessuno Giocatore o Player purtroppo, e nemmeno Coltisbagli…) sulla base della data palindroma (11/11/11) che ho scelto per la reunion. Verificare lo stato di salute (letterale e letteraria) di un manipolo di persone che si trovarono e riconobbero, nelle diverse affinità e nelle affini diversità, scrivendo in rete, nei rispettivi blog, per alcuni anni. Una stagione di giochi serissimi, in cui nascevano dai blog case editrici, e forme di scrittura collaborativa, e amicizie, e parentele. Il programma del blograduno per reduci è ancora in via di definizione.

Devio in video

In diretta dal carcare di Turi, da una prigionia autoinflitta, col numero di matricola 7.047, proseguono con cadenza quasi quotidiana, quando l’urgenza comunicativa e, soprattutto, recitativa lo detta, le trasmissioni di Colti Sbagli Video, il nuovo formato 2011 di “scrittura verbale monologante” di questo blog.

Prova d’inizio trasmissioni

I’m a writer

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Sempre mi ritrovo tra i piedi delle scarpe, abbandonate. Chi mi conosce da tempo forse lo ricorda. Fotografo questi rifiuti urbani (come un tempo salvavo biciclette dall’oblio), perché dietro ogni scarto sta una storia non raccontata. Sconosciuta intercapedine tra realtà e possibilità. La parola interstiziale, la storia incuneata tra le vite. Ogni scarpa che ho incontrato è sempre stata punto di domanda, per me. Ecco, una punteggiatura misteriosa fatta di scarpe, stivali, polacchine abbandonate sta iscritta sulla mia strada, di osservatore e di scrittore. A dirla tutta, io sono uno scrittore proprio perché, o solo perché, mi fermo sempre a osservare le scarpe abbandonate, non per altro. Sì, io sono uno scrittore.

Dialoghi incivili

copertina Dialoghi incivili, Bocchia-CristicchiLe conversazioni con Simone Cristicchi, raccolte da Massimo Bocchia in un lungo itinerario estivo assemblato pedinando le date del tour del cantautore, somigliano a un puzzle concettuale dalle molteplici possibilità di lettura. “Dialoghi incivili”, infatti, è un testo-mappa che non si propone di esaurire il “Cristicchi pensiero”, o tratteggiare un profilo biografico del più originale cantautore italiano della sua generazione. Bocchia ha piena consapevolezza dello scarto tra testo-parlato e testo-scritto, e gioca con ingegno, con approccio quasi dadaista e metalinguistico, a inseguire il suo amico Simone sia letteralmente, nei trasferimenti come negli appuntamenti dei suoi pre e post concerti; sia lateralmente, con un “pensiero laterale” che non suggerisca mai risposte preconfezionate, ma inviti all’apertura, all’imprevisto, al cambio di prospettiva. (dalla postfazione “La cattiveria della creatività. Percorsi d’arte e d’amicizia“)

Ordina il libro

Giocattoli

immagine di copertina di M. Giulia BerardiSabato 20 febbraio alle 17, presso la saletta Momus nella libreria della Felici Editore a Pisa, presenterò Giocattoli, la mia prima, e verosimilmente ultima, raccolta di racconti. Le storie che la compongono hanno una lunga storia. Mi fa piacere raccontarla adesso. Fortemente suggestionato dall’opera multimediale Razmataz di Paolo Conte, uscita nel 2000, in quegli anni avevo preso a interessarmi di iconografia e fotografia anni Venti, i cosiddetti “Roaring Twenties“. Osservando alcune foto contenute nel libro “1920s. Decades of XX Century“, avevo scritto prove di raccontini che, a mia fantasia, uscivano fuori quasi spontaneamente da quelle immagini. In quel periodo, inoltre, collezionavo antiche cartoline raffiguranti stazioni ferroviarie. Avevo, poi, tentato alcuni disegni a matita, molto infantili e primitivi: un omino in bicicletta, una nave ancorata alla banchina, una stazione ferroviaria coperta, per commentare altri racconti; avevo scelto una colonna sonora jazz “filologicamente” coerente con l’epoca; assemblato il tutto in un file di testi-musiche-immagini (sul modello, appunto, di Razmataz) lo avevo inviato a una casa editrice pisana (non la Felici…) che proprio in quel periodo (2002-2003) inaugurava una piccola collana di narrativa per esordienti. Quello strambo collage multimediale, dal titolo bisenso di “Venti Correnti”, ancorché goffo e naif, non passò inosservato. Selezionato per la pubblicazione nella nascente collana, si mise in coda in attesa della sua trasposizione su carta. Passarono le settimane, i mesi, poi gli anni. Non se ne fece più nulla. Succede, nella piccola e media editoria. Non in tutta, fortunatamente. Read the rest of this entry »

Come leggere un best seller in un giorno

copertina del libroDomenica 11, alle ore 12, al Pisa Book Festival, farò una conversazione con Luca Ricci sul suo ultimo libro, “Come scrivere un best seller in 57 giorni“, che sarà disponibile in libreria dal 15 ottobre. Non ho ancora letto il libro e Luca avrebbe voluto, programmaticamente, che io intervenissi sul suo testo nelle esatte condizioni del lettore  in sala che ancora non ha letto il libro, con le stesse curiosità di chi non sa di cosa si stia parlando. Ho sollevato alcune rimostranze di ordine morale e pratico, pur capendo la fine provocatorietà della sua richiesta. Siete tutti invitati.

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