Che anno strano, il 1980. Ricordo che quella cifra tonda, paffuta, mi dava già un’idea di futuro. La mia prima idea di futuro. Un’idea di Fine del Novecento, qualcosa di simile. Gli Anni Ottanta, sì, come anni di inizio modernità, o post-modernità. Ma io mica sapevo, allora, cosa sarebbero stati gli anni Ottanta, socialmente e politicamente, culturalmente. E poi i miei anni Ottanta mica iniziano nel 1980. Io so che i miei anni Ottanta (secondo il principio di datazione variabile di cui già dicevo…e di cui ho parlato altre volte, in altro modo, circa il rapporto personale col tempo e coi capidanno, ad esempio…) iniziarono solo nel 1984, con le Olimpiadi di Los Angeles. Ma di quelle dirò nel 1984. Nel 1980, invece, uccidono Walter Tobagi, e non me lo ricordo, abbattono l’I-TIGI, sopra Ustica, e non lo ricordo, fanno saltare in aria la Stazione di Bologna, e me lo ricordo bene. Io ero in vacanza coi miei, a San Vincenzo. Eravamo a casa di una cugina di mia madre, faceva caldo, il 2 agosto. Ricordo le prime notizie al telegiornale, lo sconcerto nell’ascoltarle. La sensazione di pericolo, di angoscia. Niente è più sicuro, non c’era più niente per quelle persone, bambini, famiglie, là a Bologna. Ricordo che capivo bene la gravità dell’accaduto e percepivo l’angoscia che era in grado di generare. Quella sensazione è, ancora, il mio 1980.
