Il 31 sono 35. Se a Dio piacerà moltiplicare quel bel numero primo, ci sarà pure un 31 da 62, e magari perfino un 31 da 93. C’è già stato un 31 perfettissimo, ed è stato quello in cui il 31 erano 31 (sorte che capita a tutti, e solo una volta nella vita, tranne a chi abbia per sé il 29 febbraio, perché nessuno ne avrà 29 il 29 febbraio). Certo c’è stato il 31 del primo, ad anche il 31 del terzo, ma non li ricordo proprio. E nemmeno ricordo il 31 del tredicesimo. E’ più facile che ricordi quel che passa in mezzo tra un 31 e l’altro, che quel che capitò in ogni singolo 31. A dirla tutta, il 31 m’ha sempre fatto simpatia: del resto va così, ci si affeziona anche, o proprio, a quel che di simbolico ci raffigura; e poiché pare quasi che ci somigli, ci sembra debba accompagnarci nella fortuna, almeno per quella Cabala in miniatura che sta riposta nelle nostre date private, nei giorni, nei mesi e negli anni. Dico trentacinque, da domani. Come una strada interstatale americana.
(mi accorgo che posso aggiornare, ormai, con lievi modifiche, ogni parola già scritta in passato. Vendo pensieri seminuovi, o usati pochissimo, questa è la verità)