I nomi

Quando c’è stato il terremoto che ha colpito Amatrice, e Accumoli e Arquata del Tronto, mi trovavo a Bari. La mattina, facendo colazione in albergo, c’era la televisione accesa sulle macerie, le case crollate nella notte. Le mattine seguenti, poi, ero a Peschici, in spiaggia, spensierato come il dovere delle vacanze chiede di provare a essere, e un giorno sul Corriere della Sera c’era la pagina con l’elenco delle vittime, nomi e cognomi, la data di nascita, qualche foto. Non riuscivo a scorrere la pagina, fitta di nomi, per più di qualche secondo, che in questi casi gli occhi si fermano sempre prima sugli anni più prossimi al proprio anno di nascita e poi, a seguire, agli anni dei bambini; e dopo alla consanguineità: i grappoli di tre, quattro cognomi in fila uguali, le famiglie mutilate. Mi ha impressionato quanto ci sentiamo vicini agli altri, gli sconosciuti, solo quando ne leggiamo la data di nascita, dopo la morte. Come se “il mio prossimo” lo scoprissimo sempre un po’ post mortem.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>