Ci sono scogli piatti, e scogli ruvidi e scoscesi, e spiaggia di ghiaia, a sassi grossi e bianchi e, in fondo a sinistra, cinque o sei metri di sabbia. Ci puoi piantare un ombrellone, tra i sassi, sistemandoli con una certa cura. Puoi stendere il telo mare su uno scoglio piatto, oppure cercare una combinazione, tra i sedili naturali che le rocce formano appaiandosi, che ti faccia sembrare comoda la posizione che terrai, semireclinato, sdraiato o seduto, per qualche istante, o qualche ora. Potrai disporre i ciottoli più grossi, invece, in un ordine che rispetti o tenti di salvare la fisiologia della tua spina dorsale, in modo che non si creino pressioni sullo sciatico, cercando i più levigati e anatomicamente compatibili con lo stare sdraiati a prendere il sole senza la necessità di praticare il fachirismo.
La poltrona ampia, di vimini, nella veranda ombreggiata del Grand Hotel è foderata di cuscini spessi e tondi, in piuma d’oca, rivestiti in un tessuto ecrù di colore chiaro. Davanti ad ogni poltrona, un piccolo panchetto reggigambe, sempre in vimini, con sopra altro cuscino chiaro. A scelta degli ospiti, poco distante, stanno parcheggiate una decina di chaise longue, in rattan.
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