Inizio a scrivere di getto, dopo la lettura delle prime pagine, e proseguirò così, per frammenti e illuminazioni via via che procedo, nel tentativo di raccontare gli effetti che su di me produce e produrrà la lettura della “quasi autobiografia” del prof. Francesco De Sio Lazzari, “L’impossibile indifferenza“, appena uscita presso Dante&Descartes. Non posso scriverne una recensione ma solo una “cronaca emotiva di lettura”, per il legame d’affetto, stima e amicizia che mi lega a Francesco. L’elemento del libro che per primo emerge è la mancanza di qualsiasi forma di messa in scena, o “in pagina”, di se stesso da parte dell’autore; al contrario si manifesta plasticamente, nelle sue parole, e potentemente tutta la “testualità” della vita in sé, il suo essere letteralmente “tessuto”, textus, (di libri, relazioni umane, incontri, telefonate, abbracci, sorrisi, allontanamenti e riscoperte, amori, dolori, ferite, ricordi personali e altrui, casualità, fortune, sfortune, frammenti, viaggi, sensazioni, sogni, associazioni, condensazioni…). Leggi il resto » L’impossibile indifferenza
1. L’impossibile indifferenza
26 Novembre 2009
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2. De anima - Capitolo Primo
10 Novembre 2009
Alla fine ho capito che, da vecchio, ma da molto vecchio, riuscirò a scrivere un saggio di filosofia dal titolo indicativo di “De anima”, cercando di fare caso il meno possibile ai colleghi che in passato (Aristotele, Agostino, Tommaso tra gli altri…) si sono confrontati sul tema. Ora, il mio saggio dovrebbe comporsi di una serie di metafore descrittive dell’anima raccolte nel corso dell’arco dell’intera vita e, nel caso dovessi essere impedito nell’impresa per qualche imprevisto sopraggiunto, lascerò precise volonta testamentarie affinché Sara prosegua, se lo vorrà, la raccolta di immagini descrittive della sua anima. Questo proposito mi è venuto in mente stanotte, in uno stato di semi-coscienza, tra le 2 e le 3 di notte, mentre cercavo di riaddormentarla, riportandola dentro al sonno e al tepore delle sue coperte da grida semisonnambule attraverso le quali lei affermava di voler uscire dal lettino. Nelle fasi di intersonno tra il mio periodico tornare a letto e il reiterarle un mantra calmante (”Papà è qui con te, fai la nanna….”) ho avuto l’illuminazione circa quella che in una poesia avevo chiamato sinteticamente la “ginnastica posturale dell’anima”: ci sono stati mentali, emotivi, orientati positivamente di cui è necessario - per vivere bene (eu zein) - semplicemente conservare memoria, così come si impara una posizione corporea. Qui si ripropone un’idea di anima-labirinto, quindi, all’interno della quale districarsi, come con un filo di Arianna, alla ricerca di quegli atteggiamenti spirituali, emotivi, cogitativi che ci portano in una condizione di maggiore felicità e benessere. Conservare memoria di una posizione per riprodurne gli effetti benefici. Capitolo Primo.
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3. Quattro passi nell’ininfluente
6 Novembre 2009
Ragiono nei giorni sul concetto di “ininfluenza”
- senza nessun legame con gli allarmi stagionalivirali -
solo perché mi rigira in mente l’espressione
“quattro passi nell’ininfluente”,
probabili suoni rimasti impigliati in me
da un titolo estivo di Mauro, passi da gigante nell’ininfluente.
Il timore di diventare ininfluenti vorrà pur dire qualcosa,
e verso chi? e verso cosa? e in quanto tempo? mi chiedo.
L’ininfluenza è l’approdo volutotemuto, la faticosa conquista
che vorrai sempre rimandare, allontanare da te
come si rimandano e allontanano le scelte più necessarie.