In estate

foto di M. Giulia Berardi

Dagli antri viaggianti, scatole del tempo che allentano il giorno e la notte in una linea continua fatta di acqua, balene cariche di auto e nostalgie, discendono viventi di tutte le specie, ognuno con la sua storia da raccontare e le eliche genetiche da rimescolare; e la storia la leggi negli occhi, più di ogni parte dedicata al comunicare di sé, e non perché siano “specchio dell’anima” ma perché filtrano ogni parte che accogliamo del mondo. Un mondo che, per quanto grande sia da esplorare, saprà sempre appaiare i cammini, misurare le distanze e le vicinanze dai nostri affetti, reti complesse, famiglie centrifughe e centripete. E non c’è luogo che sia abbastanza distante per ritrovare se stessi, come il luogo dove già ci si trova, come il tesoro nascosto sotto la stufa di casa; perché è il terreno che ci dà fondamento, e ci tiene a sé con le sue regole newtoniane, e ci racconta la equa ragione dei nostri piedi: uno sarà stanco come l’altro: quando la dolcezza si nasconde, e l’essenziale è visibile agli occhi, non ci resta che fermarci col naso all’ingiù, per guardare il tempo che ci bagna, ci cambia, ci aspetta. E aspetta che riemergano i ricordi, quando scende la marea delle emozioni momentanee, mentre dormiamo con la pancia a contatto con la madre terra che ci protegge e genera, e raccogliamo i segni che si dispongono per caso volendo leggerci un disegno di segno positivo.

(commenti all’album fotografico “In estate” di M. Giulia Berardi)

One Response

  • Per me che conosco le foto “ispiranti” cio’ che hai scritto è bellissimo e si sposa alla perfezione con ognuna di esse! Sei un genio ma questo si sapeva1:) ciao giulia

Leave a Reply

WP SlimStat