A Santa Fiora

Mi capita poi di dirgli, a Simone, quando ci vediamo, sempre le stesse cose. Anche l’altra notte a Santa Fiora, che il suo tesoro in banca è l’avere un mondo poetico originale, riconoscibile e solo suo. La memoria funziona così, allora se ti metti a raccontare una cosa che hai vissuto insieme ad un amico vero, Massimo, lasci da parte la cronologia di quello che è stato, procedi a salti, per condensazioni di frasi e momenti. Perché l’albergo era davvero surreale, o lo era perché l’avevo scelto io senza vedere nemmeno una foto. Ma il parcheggio era bellissimo! E se vuoi parlare tutta la notte di vita e dei pensieri che hai, con un amico, va bene anche una locanda un po’ surreale. Che tanto noi siamo fan di Duchamp. E abbiamo pure poca forza nelle braccia: “Anche tu non avevi messo bene l’alimentatore del navigatore nell’accendisigari!??”

“Cosa ci fai lì impalato, dimmi come ti è sembrato lo spettacolo!! Ti è piaciuto”. Aspettavo che Simone finisse di salutare Neri Marcoré, in effetti. O forse aspettavo che lui mi chiedesse dello spettacolo. “Non mi è piaciuto – gli dico, scherzando – lascia perdere le canzoni poi, non fanno per te. Tu devi fare l’attore!”. Ridiamo. Da sempre penso, però, che dovrebbe avere più opportunità di recitazione e so che, prima o poi, non avrà solo il teatro e i suoi spettacoli di teatro-canzone come ribalta ma, magari, anche qualche parte in cortometraggi, o fiction, film, o cameo per ruoli non convenzionali come non convenzionali sono la sua recitazione (Simone è un “attore naturale”) e la sua creatività.

La serata è fresca, la platea ormai sgombra dalle sedie. La valigia di scena di Simone chiusa e già riposta. Ripenso al brusio di giovani in cerca di birra mentre, durante lo spettacolo, Camilleri leggeva, con la voce graffiata – ulteriormente – dalla commozione, un’intensissimo articolo del grande Padre Balducci. Penso, disturbato dal brusio degli “in cerca di birra”,  che non tutto può essere capito da tutti e che la percezione del mondo di molte persone mi sarà inevitabilmente e per sempre incomprensibile (Max qui è più radicale di me e azzarda che la stessa percezione sensibile dei “dati di senso” del mondo sia differente per molte persone). 

Il coro dei minatori gioca in casa, il tifo è caloroso, partecipe, sincero. Le canzoni intense e coinvolgenti, come le tradizioni che riecheggiano. Simone regala una rosa, intesa come canzone, nel finale. Ma nella notte di Santa Fiora, il 2 agosto, stava sospesa in aria molta poesia: nella recitazione di Mario Perrotta, nei monologhi di Simone, nella voce di Camilleri, negli occhi svegli di Tommasino che sommano gli occhi svegli di mamma e papà, nell’ironia di Gabriele, nella gentilezza di Elisa, nella spontaneità di Daniela e Alessio, nei pesci muti del laghetto del parco, nell’efficienza da factotum di Cristina, negli scatti felini di Luciana

Una gita, con un amico, per salutare un amico, e cercare quel po’ di senso e di profumo di arte che se ne sta sospeso in aria, nascosto nella vita quotidiana e, a volte, più concentrato in una sera d’estate. E la foto di noi tre? Quella da fare ogni due anni? Ma eravamo davvero noi? O eravamo solo tre fermi immagine tra un non-ancora e un non-più?

(della stessa gita il racconto di Massimo: uno, due, tre)

8 Responses

  • Solo per dire che sono felice di avere te come amico.

  • ps – Il parcheggio era davvero bellissimo! sorrido.

  • Ti leggo ogni tanto e resto in silenzio però, dopo aver letto questo, non posso non dirti che, secondo me, tu scrivi davvero bene. Le tue parole rendono quello che descrivi più bello di quanto è veramente. Ognuno ha le proprie lenti e le tue sono dolcemente migliorative. Credo di averti intravisto, devo averti riconsciuto per via delle foto, penso che tu sia una persona davvero intelligente, io stimo molto chi ha un pensiero sule cose,chi riflette, chi usa il cervello, soprattutto chi lo fa in maniera molto distante da come lo uso io. Mi hai fatto venire anche una certa invidia per quel legame speciale che è l’amicizia maschile. Se dovessi mai incrociarti di nuovo, nonostamte tu non sappia chi io sia, ti saluterò con piacere.
    Martina

  • Grazie Max :)

    Ciao Martina, ti ringrazio per l’apprezzamento.

  • leggerti è, come sempre, un piacere intenso ed emozionante, fatto di leggerezza di poesia di sole d’estate – di quello che non brucia però, mattutino, appena spuntato dal mare.

    un abbraccio forte matteo,
    francesca

  • Troppo gentile Francesca :-) Buona estate a te

  • si, leggerti è sempre bello, hanno ragione le altre amiche che lo dicono e lo è in ogni stagione:).
    Che meraviglia che tu sia andato a Santa Fiora ci tenevi tanto a quel concerto e a incontrare i tuoi amici! Buon proseguimento di estate:)

  • non ti arrabbi se sono banale e ti ripeto che hai ancora il potere di commuovermi,come quando cantavi le tue poesie a due anni?

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