Mi capita poi di dirgli, a Simone, quando ci vediamo, sempre le stesse cose. Anche l’altra notte a Santa Fiora, che il suo tesoro in banca è l’avere un mondo poetico originale, riconoscibile e solo suo. La memoria funziona così, allora se ti metti a raccontare una cosa che hai vissuto insieme ad un amico vero, Massimo, lasci da parte la cronologia di quello che è stato, procedi a salti, per condensazioni di frasi e momenti. Perché l’albergo era davvero surreale, o lo era perché l’avevo scelto io senza vedere nemmeno una foto. Ma il parcheggio era bellissimo! E se vuoi parlare tutta la notte di vita e dei pensieri che hai, con un amico, va bene anche una locanda un po’ surreale. Che tanto noi siamo fan di Duchamp. E abbiamo pure poca forza nelle braccia: “Anche tu non avevi messo bene l’alimentatore del navigatore nell’accendisigari!??”
