Appunti prima che agosto finisca

18 Agosto 2009

Intanto spero di andare al mare nel pomeriggio, dopo il lavoro, dopo la merenda di Sara, sperando che lei non voglia tornarsene subito a casa come domenica mattina. Intanto, la sera, sono a metà strada dentro “L’eleganza del riccio” (che leggerlo dopo due romanzi di Simenon non è fare un gran favore all’autrice…) e devo ancora capire dove funziona bene e dove si inceppa (per me certe sintesi di storia della filosofia che fa Renée, come anche il rivolgersi diretto al lettore, lo inceppano un po’, ma starò a vedere…). Intanto ho diversi progetti di scrittura aperti e non so se sarò capace di portarne a termine almeno uno. Forse sarebbe meglio non aver nessun progetto aperto, o averne uno solo e unicamente dipendente da se stessi. Meglio ancora: nessun progetto di scrittura aperto, nemmeno dipendente unicamente da se stessi, come risultato di nessunissima “volontà di scrittura” (che mi pare di avere capito possa essere una delle forme che prende la parola “libertà”). Intanto “nessunissima” mi pareva stesse meglio di “nessuna” o “alcuna”, e anche questo vorrà dire qualcosa del momento, cioé del “prima-che-agosto-finisca” (che è il mese più lungo dell’anno, ovviamente) e che arrivi settembre, quando tutti inizieremo a magnificare, come sempre, le doti di settembre (”Ma vuoi mettere le vacanze in settembre!?”, “Guarda, è ancora estate e non c’è tutta quella confusione, spendi meno, trovi tutto…”). Intanto spero che settembre porti un po’ di “nolontà di scrittura” e di leggerezza.

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A Santa Fiora

4 Agosto 2009

Mi capita poi di dirgli, a Simone, quando ci vediamo, sempre le stesse cose. Anche l’altra notte a Santa Fiora, che il suo tesoro in banca è l’avere un mondo poetico originale, riconoscibile e solo suo. La memoria funziona così, allora se ti metti a raccontare una cosa che hai vissuto insieme ad un amico vero, Massimo, lasci da parte la cronologia di quello che è stato, procedi a salti, per condensazioni di frasi e momenti. Perché l’albergo era davvero surreale, o lo era perché l’avevo scelto io senza vedere nemmeno una foto. Ma il parcheggio era bellissimo! E se vuoi parlare tutta la notte di vita e dei pensieri che hai, con un amico, va bene anche una locanda un po’ surreale. Che tanto noi siamo fan di Duchamp. E abbiamo pure poca forza nelle braccia: “Anche tu non avevi messo bene l’alimentatore del navigatore nell’accendisigari!??”

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