La poetica matrimoniale di Paolo Conte ha un contraltare simmetrico non tanto in quella degli “amanti“, quanto in quella del “celibato”. La dialettica amorosa del personaggio principale di molta della produzione contiana (nelle sue stesse parole: l’uomo del dopoguerra italiano che deve ricostruirsi un’identità un linguaggio, una faccia, un mondo…) è uno scapolo. Lo scapolo (vedi la canzone omonima del 1974) è la base del prototipo maschile contiano simboleggiato poi da una figura mitizzata (e autobiograficamente identificabile) nello zio (vedi la canzone Lo zio). Personaggio-simbolo protagonista di buona parte delle prime canzoni di Conte, lo zio è un punto di riferimento emotivo a metà strada tra il genitore e il fratello maggiore depositario dell’esperienza e della messa in contatto – pre-coniugale – del maschile col mondo femminile (vedi La topolino amaranto, Avanti Bionda, Wanda, Macaco, L’Avance, Sparring Partner..tra le altre) Read the rest of this entry »
