(per A.T.)
I tascabili una volta stavano nelle tasche dei lettori,
e nei tascapane i libri, generi di conforto primario
di ogni viaggio incerto circa il tempo d’arrivo.
Altri lettori stanno ora nelle tasche dei lettori,
e leggo in traduzione i molti readers,
oppure mobile device divisi in selva
a sottoinsiemi per quale sia il bisogno di lettura,
o ascolto o sguardo o spazio di memoria,
senza temere più viaggio lungo e assorto.
Lo dico senza rimpianti, da contemporaneo interno
ai tempi e agli usi, notando solo l’uso nuovo, odierno,
che già dal suono richiama il termine “lettore”.
Dal tascapane, intanto, spunta un trasformatore.

Anche se, a onor del vero, leggere su un lettore è comunque da lettore.