Se l’autore è autore non può mai essere presente. Leggo sempre sorridendo la frase di rito in fondo agli annunci delle presentazioni librarie: “Sarà presente l’autore”. L’autore sarà un tempo verbale? E’ un futuro anteriore? L’autore sarà un regalo per il pubblico? L’autore sarà nelle sue piene facoltà mentali? Sempre la duplicazione del “vedere come”, lievemente crittografica. Leggi una frase, e senti un’altra cosa. L’autore, se è autore, non potrà mai essere pienamente presente: semmai passato, perché quel che ha scritto ha scritto. E non potrà nemmeno essere “dono” per il pubblico o il lettore, ché non servirà a spiegare loro il testo ormai consegnato. La formula, in verità, vorrebbe segnalare l’esatto contrario: partecipate alla presentazione perché, essendo che “sarà presente l’autore”, potrete sentire dalla sua viva voce l’interpretazione autentica di quanto ha consegnato alle stampe, e magari ricevere dedica autografa su copia di un volume. Trattasi di pubblicità ingannevole, quindi. “Sarà presente l’autore” dovrebbe essere messa in forma dubitativa ed interrogativa: “Sarà presente l’autore?”. Oppure, “L’autore sarà presente, in forma anonima, tra il pubblico”.

Esatto. L’Autore muore non appena termina l’opera della quale è autore. Da quel momento in poi è solo il parente più prossimo dell’Autore in questione. Per questo la presenza dell’Autore spesso assomiglia ad una onoranza funebre? Chissà …
Max
Autore –> auctor, ossia garante; ma anche ‘qui auget’, colui che accresce – insomma, ‘fate vobis’
[...] Ticciati, Fabrizio Felici e l’autore (che sarà presente) [...]