Superfici

Un’immagine del film “The Truman Show“, quella in cui il protagonista arriva al liscio muro celeste che delimita il mondo fittizio dell’iper-reality in cui è vissuto, mi appare oggi come immagine adatta a descrivere plasticamente le leggi morali (in noi). I comandamenti gestiti dal super-io sono confini lisci e invisibili che, solitamente e per fortuna, non si è chiamati a saggiare quanto a consistenza. Quindi si potrebbe dire che sono superfici insondate. Graniti di cartapesta. O quinte di cartapesta, ma granitica. E granitica perché, solitamente, non sottoposta ad urto. Il tema sarebbe: quale immagine plastica attribuire alle leggi morali in noi?

One Response

  • A me viene da pensare a degli enormi elastici, che ci consentono di spingerci sino ad un certo punto, per poi tirarci indietro, e riportarci alla ragione. Vado discutendo con un amico, da qualche tempo a questa parte, di relativismo morale – e devo dire che ho più dubbi che certezze. Sul ‘cielo stellato’ che è in noi ne ho meno. Bacio a Sara.

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