Un’immagine del film “The Truman Show“, quella in cui il protagonista arriva al liscio muro celeste che delimita il mondo fittizio dell’iper-reality in cui è vissuto, mi appare oggi come immagine adatta a descrivere plasticamente le leggi morali (in noi). I comandamenti gestiti dal super-io sono confini lisci e invisibili che, solitamente e per fortuna, non si è chiamati a saggiare quanto a consistenza. Quindi si potrebbe dire che sono superfici insondate. Graniti di cartapesta. O quinte di cartapesta, ma granitica. E granitica perché, solitamente, non sottoposta ad urto. Il tema sarebbe: quale immagine plastica attribuire alle leggi morali in noi?
1. Superfici
31 Ottobre 2008
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2. Asincronie
21 Ottobre 2008
Dopo molto tempo si è verificata questa bella asincronia, tra traccia diaristica in rete e vita quotidiana. Proprio non avevo tempo ed energie per la cosa più inutile del mondo, cioè registrare qui l’altimetria degli accadimenti, le date, le scadenze, i libri, i progressi di Sara (primo dentino, dorme da sola nella sua cameretta e dice memmememme), il mio lavoro interrotto, la selezione pubblica, gli appunti, l’esame…