Sonni immobili

Scrivo di te che dormi sulle mie gambe
e scrivo su di te, che dormi
sulle mie gambe, tenendo
il quaderno poggiato sulla pancia.

La coscia destra, la mia, persa
ogni sensibilità dall’essere cosa viva,
ti regge la schiena stesa,
la testa affondata nel cuscino giallo
acciambellato a mezza luna
intorno a te.

I tuoi sonni, attesi più del pane
quotidiano del Padrenostro,
mi fanno statua di sale, di cera, treppiedi,
supporto inanimato della tua comodità,
del tuo riposo fragile.

Mi faccio equilibrista dell’immobile,
manichino vivente per te
e aspetto che tua madre passi
a lanciarmi un soldo in mezzo ai piedi,
come si fa per strada, con le statue umane.

Kàkis

Attendiamo l’estruso
come oro colato
per ogni intera giornata,
verificatori del mini-intestino
in funzione regolata.

Attendiamo la miniatura
del prodotto interno lordo
sbucare dal buchino
e ne esaminiamo  forma,
colore e consistenza.

Infine, esultiamo:
“L’artista l’ha fatta! Ed è bellissima.”

Il rigorista indianizzato

Potremmo dire, allora, che “La persecuzione del rigorista” è, in realtà, una sottile allegoria sul rapporto tra creatore e creatura: “…e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male“, recita il “Padre Nostro”. Il racconto di Ricci è l’esatto rovesciamento di questa parte del Padre Nostro. Una specie di teorema, geometrico, per rovesciare la preghiera più essenziale della cristianità. Perché Dio dovrebbe indurci in tentazione?

L’interpretazione completa del rigorista è oggi pubblicata su Nazione Indiana. Tra l’altro, rimasticando in testa il titolo del libro di Luca, e dopo aver letto la recensione del volume “Storia della castità“, ho pensato che “La persecuzione del rigorista” funzionerebbe anche bene come definizione della parola “sesso”.

Mani

Sara e Matteo

Non avevo mai dato troppo peso e senso all’espressione “Avere il futuro nelle proprie mani”. Prima di adesso.

Grande Boucle

pagina dal mio diario

Oggi inizia il Tour de France. Una gara alla quale ho partecipato, molti anni, fa, quando io ero Anquetil. Ogni anno vorrei fare incetta di magliette del Tour. Poi rinuncio. Tra le mie t-shirt preferite ne ho una nera con un ciclista sul davanti e tutte le tappe del Tour 1997 stampate sulla schiena. Non so se anche quest’anno resisterò alla boutique del Tour

Non conseguito silenzio

Giace sul mio comodino una copia di Conseguito silenzio di Paul Celan, preso come libretto di lettura estiva tempo fa.  Ieri sera lo guardavo, mentre davo il biberon a Sara, sepolto sul comodino da una serie di oggetti: un ciuccio in caucciù, un ciuccio in silicone con coperchietto, un tovagliolino di carta intatto, due tovagliolini di carta stropicciati con residui di latte. Una sera ho iniziato a leggerne qualche pagina, ho pure letto a voce alta a Daniela una bellissima poesia che Celan dedica alla morte. Poi ho guardato i ciucci, ho guardato Sara, e ho capito che non è il libro adatto da leggere per questa estate.

WP SlimStat