Stamani, andando in ufficio in bicicletta e passando, come ogni mattina, davanti al muro delle locandine dei cinema e degli avvisi funebri, ho letto il nome di un mio ex professore dell’Università: il grande germanista Luciano Zagari. Mi è molto dispiaciuto leggere il suo nome. Avevo sostenuto con lui l’esame di Letteratura tedesca, concordando un programma su Kafka (tutto Kafka: racconti, romanzi, lettere, diari…) dopo aver frequentato parzialmente, tempo prima, un corso su Benn. Autori novecenteschi tra i preferiti da Zagari. Su Benn, in particolare, ricordo la riedizione a sua cura de “
Zagari è stato uno dei pochi veri studiosi e intellettuali che ho incontrato all’Università. Una tra le persone più gentili, eleganti, esigenti, umane e disponibili con le quali abbia parlato da studente. Era molto esigente negli esami, quanto era preciso, chiarissimo nelle esposizioni in aula. Gli appunti che se ne potevano trarre erano testi preziosi e insostituibili per la preparazione dell’esame. Per questo, forse, avevo poi concordato il programma “tutto-kafka”, non avendo completato la frequenza del corso su Benn. Era l’ultimo esame che mi mancava per completare il corso di laurea. Molti anni dopo ho rivisto ogni tanto il prof. Zagari passeggiare per le strade del quartiere di Pisa dove abito: non era invecchiato troppo dai tempi dell’università e ricordo che mi colpì vederlo camminare vestito con gilet di lana e pantaloni eleganti, da signore di stile d’altri tempi e d’età, sopra scarpe da jogging bianche di ultimissimo tipo. Era un uomo alto, con una certa regalità nel corpo ma sembrava un ragazzo con quelle scintillanti scarpe bianche da jogging. Era un piacere vederlo e vederlo camminare.
Luciano Zagari insegnava letteratura tedesca all’Università di Pisa, dopo aver insegnato per molti anni all’Università “L’Orientale” di Napoli, di cui era stato anche Rettore. Si era occupato di svariati autori, temi, fenomeni letterari e problematiche di tipo teorico, coprendo con la sua ricerca tre secoli di letteratura tedesca, con esiti di grande spessore e originalità. Al centro dei suoi interessi, da sempre, il Romanticismo tedesco (Paradiso artificiale e sguardo elegiaco sui flutti. La lirica religiosa di Brentano e la periodizzazione del romanticismo, Bulzoni, 1971; Mitologia del segno vivente, il Mulino, 1985), Hölderlin (La cittàdistrutta di Mnemosyne, ETS, 1999), in generale la Goethezeit (Sistemi dell’immaginario nell’età di Goethe, ETS, 2004). Ha dedicato saggi all’Ottocento (Büchner, Heine, per citarne solo alcuni) e al Novecento tedeschi (tra gli altri Kafka, Benn)

Stavo preparando in questi giorni un suo esame da dare a breve.
Una bellissima e appassionante monografia su Goethe.
E’ un vero peccato,una perdita grande sia su piano intellettuale che umano.
Che bella fotografia , è stato un piacere
trovare quest’immagine stasera.
Il Signor Luciano Zagari è entato nella mia mente esattamente come tu l’hai vissuto e visto.
La dose di immortalita’ che si era conquistato incontrandoti.
Anche io avevo prequentato il corso su Benn, il parallelo seminario con la mitica Grevel, ed il corso su ‘Le affinità elettive’ di Goethe, che è poi stato l’esame del mio terzo anno di lingue.
Oltre alla sua eccezionale cultura ricordo la sua squisita educazione: trattava tutti con la stessa gentilezza, dall’ultima, spaesata matricola che andava al suo ricevimento al più illustre dei docenti,salutando sempre e per primo, sempre con un sorriso o un amichevole cenno della testa.Credo che pochi professori possano essere ricordati con tanto rispetto e affetto dai loro studenti.
Un vero signore, un gentiluomo, un grande studioso, un uomo buono.Di quelli che non usano più.Come era anche mio padre, scomparso due anni fa, ‘gentiluomo d’altri tempi’, come ebbe a definirlo una cara amica di famiglia nel giorno della sua scomparsa. Per di più coetaneo del professore. Che infatti me lo ricordava tanto nella squisitezza dei modi.
Grazie per questo bel ricordo, penso che al Professore farebbe molto piacere leggerlo.
Ciao e buona giornata
Triste, la morte di un bravo professore, davvero triste …
Spero stiate tutti bene, magari troviamo il tempo per una ‘telefonata estiva’ come ai vecchi tempi. Bacio alla bimbettina!!!
Ho frequentato negli anni ’70 l’Istituto U. Orientale di Napoli ed ho sostenuto col prof. Zagari l’esame del quarto anno, lo studio riguardava le tragedie di Schiller.
Un vero signore , il prof. Zagari.
Vorrei aggiungere anche che è stato l’unico docente del seminario di tedesco dell’epoca che era in grado di tenere, e che teneva, conferenze in lingua tedesca tra i diversi studiosi all’Università .
Richiesta di aiuto nell’ambito di una ricerca nella e sulla germanistica = in quali circostanze è morto il professor Zagari ? per una banale operazione come il Professor Wendelin Schmidt-Dengler a Vienna nel settembre 2008, contemporaneamente all’uscita del suo “ultimo” articolo su “Weiter leben” (R.K.) su “Die Presse”? Oppure per un Darmkrebs all’Aribert Heim come la mia amatissima Poetessa Elfriede Gerstl (aprile di quest’anno, a me l’altro consigliavano di mangiare germanistica sic, iss.. germanistik recita una Poesia (interessa?) = esperienza e innovazione direbbero a udine sic =
Oppure per un tragico incidente come il Professor Franco Volpi (Lunedi di Pasqua 2009)qualche giorno dopo l’articolo sul Venerdì di Repubblica circa Nietzsche e i Vangeli =?
Oppure “di cuore” sic come Antonio Sema (31 luglio 2008), storico di vaglia, oppure il Vescovo di Bolzano ” che sembrava così apparentemente in buona salute” e intendeva proporre come Beato chi si rifiutò di arruolarsi nelle SS ? devo continuare =? vorrei ricordare la traduttrice di Zanzotto Maria Fehringer che conobbi nel settembre 2001, il Poeta Gerhard Kofler eccetera ?
Vi ringrazio fin d’ora per un piccolo aiuto =
Gentili saluti
Riccarda
Gentile Riccarda,
mi spiace non poterle essere d’aiuto nella sua singolare ricerca: è un’informazione che non ho.