La mia pupis (poupées), la mia simmy (la mia scimmietta), la mia kàkis (produttrice di kàkis, cioè cacca), la mia chiocciolina (colei che ama acchiocciolarsi in braccio a me), la mia sudaticcia, la mia dolcezzina, la mia bellezzina, la mia indianina della tribù delle manine sudaticce, la mia mumis (colei che mugugna e piagnucola: mhu…mhu…), la mia panciona, la mia bombolina di gas (vedi meteorismo del neonato), la mia stellina, la mia mini-missy (perché Missy viene chiamata da me la madre), la mia pupilla, la mia super-sarettina e molti altri ancora…
(so che tra qualche mese dovrò interrompere qualsiasi storpiatura linguistica nel rivolgermi a Sara per non inquinarne l’apprendimento. Per il momento mi abbandono ad ogni sorta di vocetta e storpiatura lessicale)

L’indianina dalle manine sudaticce è stupenda, direi
Missy…. fa troppo “bambina piagnucolosa di “Via col vento” desaparecida…
puzzoletta no?:)***
Il nostro papone…
Eh già , dopo Al Capone, Al Papone
il lessico familiare ci accompagna durante tutto il percorso, quando smetterai la storpiatura delle parole, non smettere del tutto, conserva alcune parole magiche che vi accompagneranno sempre.Per sempre.
babbo babbino
smettere? Non accadrà mai, seguiterai a chiamarla con buffi vezzeggiativi vita natural durante.
uhmammamia
e mica lo so se ce la fa a uscire dal tunnel?
(complimenti per la foto delle mani)