C’era una volta la notte

No, non quella di Antonioni. E nemmeno quella di Vivaldi (che in musica certi concetti si esprimono meglio). La notte, per me, era una parte della giornata destinata al sonno e al sogno. Sette, otto ore di sospensione dalla realtà spese nella comodità del letto, con due cuscini (per le fasi di sonno su un fianco) ed uno solo a sottiletta (per le fasi di sonno prono). Molto raramente ho avuto periodi di risvegli notturni. Di solito intorno alle 23, tutti i giorni, me ne andavo a dormire; leggevo qualche pagina, guardavo qualche ultimo battibecco in tv, spegnevo la luce sul comodino intorno alle 24 per riaccenderla, tutti i giorni, poco dopo le 7. Tutto questo non esiste più.

Adesso la notte è una parte della giornata che condividiamo in tre.  E’ scandita da una meridiana lunare situata dentro alla pancina globulosa di Sara: fame/veglia, colica/veglia, ogni circa 3 ore. La notte è uno spicchio di luna che procede per terzi, di tre ore in tre ore, quando si è più fortunati di quattro ore in quattro ore. In certi spicchi di notte riesco anche ad essere cosciente. In altri, invece, barcollo per casa portando Sara in braccio, semi-sonnambulo, mettendo a rischio la sua e la mia incolumità ad ogni passo di pantofola. Infine, al mattino, prima di alzarci e dopo l’ultimo spicchio di sonno che va dalle 6 alle 8, la metto sotto le coperte insieme a noi. C’era una volta la notte. 

9 Responses

  • Al confronto Edgar Alla Poe scriveva favolette per bambini! Questo spaccato di vita notturna mette proprio i brividi :)

  • Passerà, e ti sveglierai nel cuore della notte per provarne quasi nostalgia ;)

  • Un’altra bambina che crede di fare il portiere di notte…
    Dille che le partite più importanti si giocano di giorno!
    P, P! Pedalare, Pelliti!:)*******

  • mica lo sapevo che ra arrivata una bimba?
    e quando?
    e dove?
    e come?
    (no, la terza la so)

  • ….Fino ad arrivare, come la sottoscritta, al periodo in cui (dopo quasi 3 anni di questa vita, i nervi hanno avuto, come dire, un piccolo logout
    :)
    tutto cambia.
    Notte
    giorno
    quotidianeità
    modo di sentirsi nel mondo
    modo di sentire il mondo
    grattacapi
    capigratta
    ecc
    ec
    e
    ..
    Baciotti

  • Benvenuto tra i genitori :-D

  • quasi quasi mi sto abituando…

  • … tre anni come stare in trincea e ti chiedi se mai finirà.. perchè ormai ti senti logoro dentro.. Non fosse stato per i suoi sorrisi, per quel suo crescere che pone davanti sempre nuove conquiste e nuovi confini… Poi, ad un certo punto (che non è mai uguale per tutti) tutto questo finisce e.. non ci credi.. davvero non ci credi di poter finalmente dormire una notte intera… e poi una seconda, una terza… e ti rammenti com’era bello dormire.. perchè succede una cosa strana: non riesci più a dormire come prima, anche quando dormi il sonno è diverso, come se si fosse abituato ad essere sempre all’erta… Adesso ha 17 anni, ma direi che dai dieci si è potuto parlare di normalità del sonno (il mio, of course!)
    Coraggio, coraggio :)

  • Pensa che per far drmire la mia Francesca, che oggi 28 01 2009 ha 19 anni, dovevo correre per la casa col passeggino. Poi, quando s’addormentava, io mi distraevo e andavo a sbattere contro il muro o qualche sedia. E tutto ricominciava da capo. Poi ho scoperto “Jean Pierre” di Miles: se le canto quella si addormenta ancora adesso. Notte, Anto.

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