C’era una volta la notte

No, non quella di Antonioni. E nemmeno quella di Vivaldi (che in musica certi concetti si esprimono meglio). La notte, per me, era una parte della giornata destinata al sonno e al sogno. Sette, otto ore di sospensione dalla realtà spese nella comodità del letto, con due cuscini (per le fasi di sonno su un fianco) ed uno solo a sottiletta (per le fasi di sonno prono). Molto raramente ho avuto periodi di risvegli notturni. Di solito intorno alle 23, tutti i giorni, me ne andavo a dormire; leggevo qualche pagina, guardavo qualche ultimo battibecco in tv, spegnevo la luce sul comodino intorno alle 24 per riaccenderla, tutti i giorni, poco dopo le 7. Tutto questo non esiste più. Read the rest of this entry »

WP SlimStat