Catalogo delle fermate non richieste

foto di Loredana Miele

Prima di ritirarmi a vita privata vorrei scrivere le prefazione del “Catalogo delle fermate non richieste“, un fotodocumentario immaginario, o libro potenziale, ricavato (ricavabile) dalla bellissima collezione di fotografie di EusRailway dreaming“. In cosa consiste l’elemento di suggestione profondo espresso dalle stazioncine più o meno abbandonate? A cosa alludono? Quale simbologia nascondono? Come intersecano il tema del viaggio e la metafora, consunta lo ammetto, della vita come viaggio? La fermata non richiesta è l’occasione perduta? O, al contrario, evoca una possibile definizione della “Morte”? In quale dimensione di magica sospensione temporale sta il catalogo delle fermate non richieste? Fuori da ogni fretta, da ogni finalismo efficentista, da ogni “alta velocità”, la fermata non richiesta è “l’altra velocità“, il passaggio a livello di Frittole, buco spazio-temporale, salto all’indietro.

(il gemellaggio implicito è quello tra “biciclette abbandonate” e “stazioncine abbandonate”. Non appena Loredana riuscirà a fotografare una bici derelitta dentro una fermata non richiesta il cerchio sarà concluso)

2 Responses

  • Secondo me sì, esatto, è altra velocità, nel tempo e nello spazio: è quel che è rimasto indietro mentre il mondo è andato avanti, nell’uno e nell’altro senso. E minuscola storia di famiglia, anche.
    La bici derelitta? Secondo me prima o poi ce la trovo, in una di queste stazioni. Ci scommetto. Del resto il passaggio a livello di Frittole esiste, e ne ho le prove. :-)

    Grazie, Matte’.

  • [...] alla base della ricerca fotografica di Eus, sulla cui poetica scrissi alcune osservazioni, vedi il Catalogo delle fermate non richieste, che anticipavano le domande che pone Magrelli), mentre condivido l’asimmetria tra stasi [...]

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