Legato in qualche modo, che mi è oscuro, a questo tema sta un altro discorso, di cui abbiamo parlato insieme tempo fa: come è possibile che non si veda nelle loro scritture che hanno dei figli? Tipo i residui del tè sul fondo della tazza, dico. Maternità/paternità come qualcosa di così radicalmente pervasivo, forse noi la intendiamo così, e qualcuno potrebbe muoverci mille obiezioni. Eppure, non si vede; spesso, non si vede proprio – dico, il fatto che abbiano figli. E a noi, anti-attuali, ci suona sempre un po’ strano….Vorrei che questo suonasse davvero problematico, interrogante, per chi ha figli.
(tratto da Giocatore del 5 aprile 2006)

Ho risolto con una sana schizoblofrenia
La migliore che abbia mai visto, Mauro.
restare figli, pur avendone, è il segreto della felicità .
come il tempo passa.
io direi che ci sono due diverse strategie.
tu ne hai scelta una.
tu l’altra?
tertium non datur
Giarina, è un ottimo consiglio!
Demetrio, in bocca al lupo.
E arrivederci.
Non molti giorni fa – guarda caso – mi è capitato di chiacchierare con due bimbi che avevano ben chiara in testa la differenza tra l’essere e avere bambini. Giarina ha ragione, tenere ben salde insieme le due cose è un segreto, ed è fondamentale.