Decori

Ho messo su un po’ di decorazioni sulle pareti intorno al lettino, sagome in gommapiuma di vari personaggi disneyani (il famoso orsettino e i suoi amici). La con-sorte sostiene di averle comprate per me, e non per la bimba. Da giorni le rompevo le scatole sul fatto che le pareti della cameretta mi sembravano sconsolatamente disadorne. Le decorazioni, appena arrivate al regno “dei costosi diminutivi“, mi sono state quindi acquistate ed affidate per la collocazione spaziale nella bianca superficie del muro. “Sistemale tu, che sei creativo”. Non so se l’affidamento del delicato compito nascondesse una qualche forma di ironia. “Io le metterei troppo simmetriche”, ha specificato la con-sorte. Dopo alcune prove, stremato da dubbi laceranti, ho applicato i biadesivi alle figurette gommose. Per un attimo mi sono sentito un artista.

Cogli l’ottimo

la copertina del libro Il più recente libro di Alessandra Berardi, Cogli l’ottimo (Perdisa Editore, 2007) è una piccola enciclopedia ricostituente, farmaceutica, per le capacità del linguaggio comune di svelare il mondo che ci circonda facendoci sorridere. I 192 aforismi o, meglio “euforismi” – secondo il felice neologismo coniato per l’occasione da Piero Attanasio – collocano questa raccolta nella migliore tradizione della letteratura umoristico/aforistica in un ideale crocevia che interseca il principe Antonio De Curtis (alias Totò) con Allen Konigsberg (alias Woody Allen), senza dimenticare gli indimenticabili ed inarrivabili Marcello Marchesi ed Ennio Flaiano. Read the rest of this entry »

Per Maria Fillide

Nessun giorno è andato perduto
nei grani scaldati dai rosari scanditi
nel tempo, a far procedere il Tempo, Read the rest of this entry »

Cicloparcheggi per studenti

cicloparcheggi per studenti

Pisa, via Battisti

Per Fabrizio Cannonero

La morte del Figlio è la morte del Padre,
figlio già padre, sbilanciato da una croce lunga
cinque metri come sbarra, dalla nave a testa in giù,
nel porto, morto per eredità, di lavoro destinato,
scalo senza scalo, terminal terminale.

Si titola “morti bianche” anche quando la macchia
lasciata sul terreno è sempre bordò, rappresa
al sole e scarsa presa sulla coscienza civile collettiva
(lo sciopero di categoria “cittadini”, quando?).

Intorno, intanto, la solita ghirlanda di notizie
dal paese moralmente straccione:
la biondina candidata capolista, gli ascolti del festivàl,
le facce truccate a ingombrare i manifesti
(il trucco democratico)

(per Fabrizio Cannonero)

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