Non sono riuscito a terminare la raccolta etichettata come “35″ prima che i 35 (anni) si concludessero. Così, oggi, sono 36. Per un mal riposto, o malinteso, senso del “dovere” stamani mi trovo in ufficio. Di solito il giorno del mio compleanno lo organizzavo in modo da rendere la giornata il più sopportabile possibile: una gita, una passeggiata, un giro per i negozi, un concerto o un museo. L’attesa di Sara ha spostato, di necessità, il baricentro emotivo del tempo e della sua gestione.
