Quando posteggio la macchina vicino ai binari sento sempre la frase “Annuncio ritardo” dalla voce automatica, femminile, e la ipotizzo come se la voce automatica, femminile, stesse parlando della sua ovulazione, automatica, femminile. Non ci posso fare niente. Poi, di questi tempi, sento l’espressione “In dolce attesa” e mi pare che nessuno possa ancora trovarla attuale, aggiornata ad un parlare corrente. “La mia signora è in dolce attesa ed io sono in attesa del dolce”, ecco mi viene in mente questa scenetta in un ristorante ogni volta che sento quell’espressione. Non ci posso fare niente. Non riesco a leggere la cronaca nei quotidiani. Leggo solo i trafiletti minori, le curiosità inutili, le brevi e brevissime. Soprattutto in questi giorni. Qui il libretto non è ancora arrivato, chissà in quale stazione postale ha passato le feste. Al freddo, senza nemmeno una mangiatoia. Intanto per la schiena della con-sorte (anche lei in attesa del dolce) magari compriamo un cuscino relax
28 Dicembre 2007 alle 18:00
Lei mi sta diventando ZUCCHEROSO:)
ps: il mio libretto arrivò i primi di gennaio… ricordo l’attesa trepidante***
28 Dicembre 2007 alle 18:02
ps: la consorte sarà tesa nell’attesa… (con lei accanto:)
28 Dicembre 2007 alle 20:44
Carissimo, anche a distanza continuo a leggere queste pagine. Di attese in queste festività ce ne sono state molte: per il Bambinello, per l’anno nuovo che arriva, per i treni in ritardo e tanto altro. Voi ne avete una dolce, ma non mi diventate diabetici!
29 Dicembre 2007 alle 05:54
pe danne cinque piotte su anobii deve arrivà…
29 Dicembre 2007 alle 13:35
finalmente, qui si genera, in maniera tenera e del tutto naturale, quale natività migliore..
un abbraccio a tutti e tre