Appello al cappello

Il mio amato berrettinoI primi freddi richiamano in servizio, ogni anno, un berrettino inglese in tweed, di cui io vado fiero, acquistato alcuni anni fa a caro prezzo in un negozino specializzato del centro.
- Mica vorrai uscire anche quest’anno con quel coso in testa? -
- Perché no? -
- Perché non hai ancora settantanni. E’ decisamente presto -
- Guarda che è bellissimo. E poi non mi curo delle apparenze e delle mode -
- Contento te. Ma ti sei visto? Credi ti faccia un’espressione intelligente? -
- Non ho bisogno che il berrettino dica alcunché. A me piace…così -
- Un giorno te lo brucio -
- Guarda che faccio un sondaggio di gradimento tra i lettori e, soprattutto, le lettrici del blog! -
- Ci vuole un bel coraggio… -

La giornata di un battezzatore

Non immaginavo, in realtà sospettandolo, quanto sarebbe stato difficile scegliere il nome della nascitura. Ancora di più per chi, come me, ha passato un po’ di tempo a trattare con teorie del riferimento, designatori rigidi, descrizioni definite ed indefinite. In più abbiamo lanciato le primarie tra nonni, zii e amici consegnando loro una scheda con un elenco di nomi tra i quali esprimere una preferenza, ovviamente non vincolante per noi, ed eventuali nomi preferiti da segnalarci.

Io ho subito chiesto un riconteggio delle schede pervenute, che sembrano premiare decisamente le preferenze onomastiche della con-sorte. Intanto, gli amici di OXP con in testa il loro Decano Prof. Francesco “Se Dio” Lazzari, continuano a voler ospitare il dialogo intra-poetico-uterino che sto conducendo con mia figlia. Siamo arrivati a discutere intorno al Battesimo primo.

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