Agenda 2008 (più auguri)

Scegliere l’agendina per l’anno nuovo, data la quantità di varianti possibili, è un’operazione che potrebbe protrarsi, potenzialmente, per tutti i primi mesi del nuovo anno medesimo vanificando, di fatto, l’uso di una buona parte dell’agendina stessa. Di solito prendo agendine tascabili, sul tipo moleskine ma non necessariamente moleskine, di preferenza con un giorno per pagina. Quest’anno ho preso un’agendina della GUT con illustrazioni di Corto Maltese: la pagina offre spazio per scrivere e ogni tanto è arricchita da una piccola illustrazione di Hugo Pratt. Read the rest of this entry »

In dolce attesa

Quando posteggio la macchina vicino ai binari sento sempre la frase “Annuncio ritardo” dalla voce automatica, femminile, e la ipotizzo come se la voce automatica, femminile, stesse parlando della sua ovulazione, automatica, femminile. Non ci posso fare niente. Poi, di questi tempi, sento l’espressione “In dolce attesa” e mi pare che nessuno possa ancora trovarla attuale, aggiornata ad un parlare corrente. “La mia signora è in dolce attesa ed io sono in attesa del dolce”, ecco mi viene in mente questa scenetta in un ristorante ogni volta che sento quell’espressione. Non ci posso fare niente. Non riesco a leggere la cronaca nei quotidiani. Leggo solo i trafiletti minori, le curiosità inutili, le brevi e brevissime. Soprattutto in questi giorni. Qui il libretto non è ancora arrivato, chissà in quale stazione postale ha passato le feste. Al freddo, senza nemmeno una mangiatoia. Intanto per la schiena della con-sorte (anche lei in attesa del dolce) magari compriamo un cuscino relax

Versi ciclabili

Amici fidati in quel di Napoli mi assicurano che alcune mie composizioni hanno finalmente preso residenza su carta nella forma di un progettato librettino, lungamente curato e perfezionato. Così, chi vuole, in attesa di altri canali distributivi telematici, può iniziare – a suo rischio – le ordinazioni dei miei Versi Ciclabili.

Il quinto

La poesia è, in fondo, il sistema di mnemotecnica più efficace che siamo stati capaci di inventare: cantiamo chi non vogliamo venga dimenticato, affinché non venga dimenticato. E non è un tipo di poesia, “civile”, quella che faccia propri i temi del presente, morti sul lavoro compresi. E’ la poesia nel semplice svolgimento delle sue funzioni, o di una tra le sue funzioni più proprie Read the rest of this entry »

Il post sotto l’albero 2007

Da alcuni anni l’incontinenza scritturale che caratterizza chi tiene un blog viene solleticata, con puntualità natalizia, dal Signor Squonk con una proposta non rifiutabile: scrivere un post di argomento “natalizio” da includere in un’antologia da spacciare in rete. Il mio modesto contributo all’edizione 2007 s’intitola NTL e lo trovate alla pagina 44esima (in medio stat virtus) delle oltre 100 di questa bella raccolta in pdf

ll momento neorealista (in pdf)

Museo Piaggio, trenino

Ringrazio mio fratello Agostino per questo mms scattato ieri pomeriggio al Museo Piaggio, una foto che lui ha titolato, con sensibilità estetica, “Il momento neorealista”. Approfitto per ringraziare, inoltre,  il compassionevole Camu che, per consolarmi dalle tristezze dell’ufficio, mi ha installato il richiesto plug-in per salvare in pdf i miei post (presumendo io che siano opere talmente fondamentali, certune,  da dover essere immediatamente salvate e gelosamente conservate da ogni lettore avveduto)

Soulrank: teodicea e oggetti sociali

Con l’amico Camu abbiamo iniziato un dialogo filosofico, rigorosamente in orario d’ufficio, su un ipotetico sistema di misurazione dell’affidabilità sociale di una persona, sul modello di un pagerank googleliano (che io ho rinominato SoulRank). La discussione è nata a partire da una sua interessante riflessione, che custodisce inaspettati esiti filosofici, teologici e di analisi sociale. Read the rest of this entry »

…fondata sul lavoro

Mio nonno materno lavorava in un acciaieria. Che arrivare in treno a Piombino, da piccolo, mi sembrava di attraversarla, l’acciaieria; come se la città fosse tenuta prigioniera da quello stabilimento. Lo stabilimento decide se puoi entrare in città, ti fa passare, tra i suoi fumi, tra il suo rumore, tra la sua polvere di ferro. Lo stabilimento fa la città, le dà forma. Una porta d’ingresso dell’inferno, al quale tu poi non arrivi, perché cambi strada, torni alla civiltà, al mare, magari vai al porto ad imbarcarti, vai in vacanza, sull’isola o ovunque tu voglia va bene, lungo la costa. Un conto è attraversare le braccia dello stabilimento che stringono l’ingresso città, un conto è riuscire a lasciare lo stabilimento da pensionato, uscire vivo da quelle braccia. Mio nonno riuscì a diventare un pensionato. Oggi, invece, alcuni miei coetanei, anche loro lavoravano all’inferno, non sono sopravvissuti ad uno stabilimento; non l’hanno attraversato come facevo io, da bambino, in vacanza, stupito dal rumore, dal fumo, dall’odore. Lavoravano. Sono morti così, fusi nel lavoro.
In questa bella Repubblica fondata sul lavoro.

La palla aruspicina 2007

la palla aruspicina 2007

Continua l’usanza di cercare tracce del mio futuro (come un aruspice) nell’immagine deformata di una palla di Natale (da qui la tradizionale “palla aruspicina” che alcuni amici mi richiedono in ufficio). Per il 2008 prevedo un’avanzata della stempiatura e pure l’arrivo della proprietaria di una scarpetta di cotone.

Appello al cappello

Il mio amato berrettinoI primi freddi richiamano in servizio, ogni anno, un berrettino inglese in tweed, di cui io vado fiero, acquistato alcuni anni fa a caro prezzo in un negozino specializzato del centro.
- Mica vorrai uscire anche quest’anno con quel coso in testa? -
- Perché no? -
- Perché non hai ancora settantanni. E’ decisamente presto -
- Guarda che è bellissimo. E poi non mi curo delle apparenze e delle mode -
- Contento te. Ma ti sei visto? Credi ti faccia un’espressione intelligente? -
- Non ho bisogno che il berrettino dica alcunché. A me piace…così -
- Un giorno te lo brucio -
- Guarda che faccio un sondaggio di gradimento tra i lettori e, soprattutto, le lettrici del blog! -
- Ci vuole un bel coraggio… -

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