Ripropongo una tesi che non mi stancherò mai di riproporre: conta solo la presenza! Esser-ci, cioè rendere disponibile una certa quantità di tempo per dialogare attraverso queste specie di “telefonate discroniche” che sono ‘sti commenti, rimane un tratto prevalente e cannibale, alla fine, rispetto a qualsiasi cosa ci raccontiamo.
Anna racconta con naturalezza dei disturbi della comunicazione, e della percezione della sua comunicazione. Per me Anna è una “disturbata”. E io sono affezionato alla narrazione dei suoi disturbi (e pure alla “disturbata”). Mi ritraggo, invece, quando una nevrosi viene descritta come l’unica avanguardia possibile dello “stare in rete”.
In coda vorrei lasciare alcune indicazioni bibliografiche utili rispetto al tema oralità/rete/scrittura: due saggi di Maurizio Ferraris (Ontologia del telefonino, Bompiani, e Sans Papier, Castelvecchi) ed un saggio brevissimo di Derrida, “Et cetera“)

E’ bellissimo non sapere perché si scrive un commento
E’ bellissimo non sapere perché si scrive
E’ fantastico non sapere che la comunicazione è una somma di monologhi non consapevoli. (ma anche no)
non è bellissimo non sapere
E’ bellissimo non
E’ bellissimo.
Grazie
ma guarda quanta bellezza armonica leggendo i commenti che fanno anche una figura fisica a esaurimento, che si restringe, come il tempo (vien voglia di gridarlo ai quattro venti, ma sul web non c’è mai scirocco, né grecale)
E’
(il solito integralista parmenideo)
e io invece rovino il con-testo e contesto il relativismo, il terzismo, per cui è vero questo, ma anche quello, e quell’altro ancora, e si può stare in rete in molti modi.
No.
Esiste una sola verità .
Cioé, una sola per volta. R-esiste cinque minuti, e poi avanti un’altra.
(io le mie verità le grido, altro che disturbo)
la verità è che…
fino a tra un po’…
Effe, non le resta che fondare una religione.
Cybbolo, ma anche…
[...] in treno è uno dei due libri di Ferraris che ho comprato l’altro giorno, dopo aver letto questo qui ( e altrove). Il libro si intitola Dove sei? ontologia del telefonino, ed è un libro del 2005, e [...]