E la prospettiva mi pare ancora quella dell’alternativa tra una certa “urbanizzazione” della scrittura ed una “selvatichezza” della prassi diaristica. Il che non vuol dire che le due cose non possano alternarsi, mescolandosi. L’impressione è che ci siano limiti interni e vantaggi in entrambi gli atteggiamenti. L’albero categoriale che mi viene in mente qui proseguirebbe, poi, con “sottrazione” e “accumulo”. C’è chi scrive sempre meno, e chi scrive sempre di più. Il che non vuol dire che chi sta scrivendo sempre di più non stia, invece, procedendo per sottrazione, e chi sta scrivendo sempre meno, al contrario, stia procedendo per accumulo. Infine, l’ultima coordinata, che ancora differenzia gli incroci possibili delle precedenti categorie, sta nel rapporto con il lettore: la forma del “soliloquio a quattr’occhi” oppure il modello “Speakers’ Corner“. Attualmente, per me, sono queste le tre coordinate attraverso le quali identifico le scritture che incontro sul web.

La scrittura è sempre sottrazione di tempo, ad altro.
Interessantissima questa tua osservazione.
Non so dove pormi ma… Ci pensero’ in queste prossime ore!
sono d’accordo con Massimo, la scrittura è un processo per sottrazione, come nella scultura. Si parte avendo di fronte ogni storia possibile, e si elimima l’eccedente sotrraendolo, mano mano che si accumulano parole, fino ad arrivare a una sola delle infinte storie
Io sono trasversale, anche a me stesso
Se applico a me stesso, o meglio a questo singolo post, le tre categorie, direi che c’è un mix di urbanizzazione e selvatichezza, che procedo per sottrazione, che tengo un soliloquio (cioè prescindo dall’interlocuzione ed anche dalla chiarezza come via del “farsi capire”)
L’importante è non lasciare mai i discorsi a.
Concordo Simone, un po’ come con le allitterazioni che allettano gli allocchi
Beh sì, confesso: la tentazione della citazione (o l’eco dell’Eco) era forte…
Quanto a “sottrazione” e “accumulo”, per quel poco che vedo, mi sembra che si tratti forse più di “soluzione” (chim.) e di “concrezione”…
Su “soluzione”, io vedo la scrittura su web come una forma di “cardioaspirina” delle lettere, un fluidificante naturale, un anti-coagulante (là dove la poesia è un addensante)
[...] la quarta coordinata che completa le precedenti tre è l’indice di permeabilità. Scritture impermeabili e permeabili, da misurare [...]
[...] selvatichezza/urbanità [...]