Scrivere meno, scrivere tutti

E la prospettiva mi pare ancora quella dell’alternativa tra una certa “urbanizzazione” della scrittura ed una “selvatichezza” della prassi diaristica. Il che non vuol dire che le due cose non possano alternarsi, mescolandosi. L’impressione è che ci siano limiti interni e vantaggi in entrambi gli atteggiamenti. L’albero categoriale che mi viene in mente qui proseguirebbe, poi, con “sottrazione” e “accumulo”. C’è chi scrive sempre meno, e chi scrive sempre di più. Il che non vuol dire che chi sta scrivendo sempre di più non stia, invece, procedendo per sottrazione, e chi sta scrivendo sempre meno, al contrario, stia procedendo per accumulo. Infine, l’ultima coordinata, che ancora differenzia gli incroci possibili delle precedenti categorie, sta nel rapporto con il lettore: la forma del “soliloquio a quattr’occhi” oppure il modello “Speakers’ Corner“. Attualmente, per me, sono queste le tre coordinate attraverso le quali identifico le scritture che incontro sul web.

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