Vasi cerebrali

Oggi ho visto il cervello di nostra figlia prima ancora che questo possa iniziare a pensare. Mi ha dato una grande emozione ed un senso di vertigine: spiavamo l’impensabile, eppure pensata, la pre-cosciente che avrà uno spazio infinito del nostro essere coscienti.
Siamo alla ventesima settimana, e procede tutto bene.

Tentativo di categorizzazione provvisoria degli stili

E quindi avrei identificato, ad oggi, quattro coordinate attraverso le quali individuare lo “stile generale” della scrittura di un blog. Ogni coordinata è costituita da una coppia di concetti, due poli semantico-concettuali, ai quali accostare, come per attrazione magnetica, il tipo di immagine che ogni modo-blog offre di sé. Vediamo, quindi, quale griglia di categorie può venir fuori da queste quattro polarità. Read the rest of this entry »

Atti linguistici

Conosco filosofi che pur di sperimentare un performativo si sono sposati.

Tentativo di definizione provvisoria della vecchiaia

Oggi sono tornato in piscina dopo un mese e mezzo che non ci andavo. Ho faticato, meno del previsto, ma ho faticato. A fine corso le docce erano deserte, quindi l’acqua era calda e abbondante, condizioni che hanno permesso la breve riflessione che segue. Read the rest of this entry »

Caccia cianografica

Mi fido ciecamente del fatto
che siano occhi amici a scorrere
a ritroso, a riscorrere a riscontro,
la bozza cianografica a caccia del punto
per cui perder la cappa, la virgoletta aperta,
l’esergo corrotto:
scommetto un’oncia sulla ciano

Porosità traspiranti

E la quarta coordinata che completa le precedenti tre è l’indice di permeabilità. Scritture impermeabili e permeabili, da misurare (possibilmente/impossibilmente?) con un indice, analogo a quanto avviene col concetto fisico di “permeabilità” attraverso il darcy. Il tema ritorna, e ritornerà per me nei termini di un “hic Rhodus, hic salta“, rileggendo l’interessante commentario a questo vecchio post sull’inattuale da tramandare alla propria posterità e, soprattutto, sul rapporto tra genitorialità e scrittura. Read the rest of this entry »

Schede di memoria delegata

Stamani volevo mettere su la foto che sta nel post precedente. Non avendo i soldi per inviarmela come mms alla mia mail (metodo antieconomico che usavo di solito) ho dovuto togliere la scheda di memoria dal cellulare per passarla nel pc. Ho tolto la microschedina sd, l’ho messa nel suo adattatore che la rende una scheda sd, ho messo la scheda nel portatile della con-sorte, ho salvato tutte le foto, ho trasferito tutte le foto nella mia pennina di memoria, da questa le ho trasferite sul computer fisso, dal pc ho scelto quali mettere su flickr, e da flickr quella che volevo sul blog, anche se avrei potuto caricare direttamente senza passare da flickr, ma poco importa. Read the rest of this entry »

Mariti pigri

Cartello davanti ai camerini di una Oviesse

Oltre al già conosciuto “marito da riporto“, esiste anche la specie del “marito pigro”, una razza in balia degli incauti acquisti di ogni moglie. Il cartello qui sopra riportato stava davanti ai camerini di un negozio Oviesse, dentro ad un grande ipermercato fuori Livorno. Ora, nel testo non è chiaro se la merce da riconsegnare siano proprio i mariti o gli abiti dei mariti. Per quanto, un marito dovrebbe rappresentare un “intimo”, e quindi non riconsegnabile. Chi si riprenderebbe, infatti, un marito intimo già usato?

Ontologie e disturbi della comunicazione

Ripropongo una tesi che non mi stancherò mai di riproporre: conta solo la presenza! Esser-ci, cioè rendere disponibile una certa quantità di tempo per dialogare attraverso queste specie di “telefonate discroniche” che sono ‘sti commenti, rimane un tratto prevalente e cannibale, alla fine, rispetto a qualsiasi cosa ci raccontiamo.

Anna racconta con naturalezza dei disturbi della comunicazione, e della percezione della sua comunicazione. Per me Anna è una “disturbata”. E io sono affezionato alla narrazione dei suoi disturbi (e pure alla “disturbata”). Mi ritraggo, invece, quando una nevrosi viene descritta come l’unica avanguardia possibile dello “stare in rete”.

In coda vorrei lasciare alcune indicazioni bibliografiche utili rispetto al tema oralità/rete/scrittura: due saggi di Maurizio Ferraris (Ontologia del telefonino, Bompiani, e Sans Papier, Castelvecchi) ed un saggio brevissimo di Derrida, “Et cetera“)

Iper Outis, gran risparmio

carrello_spesa.jpgMolti anni fa, quando mio fratello era bambino, gli raccontavo una specie di Odissea rivisitata (la “Nineide” di cui, così mi dice, lui conserva pure mie tracce scritte…) che lo vedeva protagonista di epiche e ridicole avventure. In quella specie di fiaba che gli raccontavo, l’immagine della fuga di Odisseo dalla caverna del Ciclope avveniva a bordo di carrelli della spesa. L’immagine ritorna, oggi, nella terza puntata di una mia esplorazione poetica sui “centri commerciali”.

La prima puntata era un Ode all’Iper, giocata sulle molteplici varianti del prefisso greco all’interno di un Ipermercato. La seconda, dal titolo “Iper”, riguarda la sinfonia dei lettori ottici delle casse (e si trova a pag. 71 di un libretto in pubblicazione…). La terza, e conclusiva, aggiorna il mito del Ciclope: non sarà l’astuzia a renderci salvi dai Giganti della Grande Distribuzione, ma una salvezza illusoria e condensata nell’espressione “credito al consumo”. Leggi ” Iper-Outis Gran Risparmio

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