1. Stamani leggevo un articolo su La Stampa, come faccio ogni sabato seduto al “mio” bar sul Corso. Purtroppo avevo già bevuto il cappuccino quando ho iniziato la lettura di un pezzo, che ritaglierò e conserverò, ed il senso di raccapriccio si è attagliato inevitabilmente (o accagliato) al latte, inacidendolo, inacidendomi. Sarò vago, ma non troppo. A pagina 23 de La Stampa di oggi potrete leggere il resoconto della festa di compleanno del presidente di Confindustria. E’ letteratura rosa. Di più: appare la parodia del reportage in rosa di un mondo vacuo e patinato, ma non è una parodia: è il reportage mellifluo, sbarazzino e patinato di un mondo roseo e blu (dei blazer) che brilla solo per i “bicchieri baccarat e i candidi lini”.
2. Avrei giurato che la musica dello spot Telecom con Abatantuono l’avesse scritta Piovani. La melodia del sax e l’armonia mi parevano tipiche del Piovani più sornione, ironico e “rotiano”. Invece scopro, cercando in rete, che la musica l’ha scritta Luis Bacalov, altro signor musicista e compositore di colonne sonore, non c’è che dire. Ora, io ho scritto alla Telecom suggerendo loro di mettere un bollino all’interno dello spot, in coda: Attenzione, la musica non è di Piovani, è di Bacalov anche se può sembrare Piovani che s’ispira a Rota.