Il sentimento della meraviglia, dello stupore, dal quale nasce il filosofare, è sempre eccedente il controllo della ragione: appare davvero come uno stato emotivo. Ma è anche, tuttavia, un compito quotidiano da darsi, un esercizio praticabile. Non rinunciare allo stupore. Una bellissima poesia di Wislawa Szymborska contenuta nella raccolta Due punti, “Disattenzione”, è centrata proprio su questo tema. Ne trascrivo l’avvio:
Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande
senza stupirmi di niente.Ho svolto attività quotidiane
come se ciò fosse tutto il dovuto
Sul tema dello stupore (necessario), segnalo un’intervista interessante a Claudio Damiani e Davide Rondoni.
17 Settembre 2007 alle 10:20
Forse se davvero non ci dimenticassimo di stupirci, di meravigliarci non saremmo presi da una quotidianità vuota che finisce coll’inaridere il nostro cuore e la nostra mente. Ciao Giulia