Il sentimento della meraviglia, dello stupore, dal quale nasce il filosofare, è sempre eccedente il controllo della ragione: appare davvero come uno stato emotivo. Ma è anche, tuttavia, un compito quotidiano da darsi, un esercizio praticabile. Non rinunciare allo stupore. Una bellissima poesia di Wislawa Szymborska contenuta nella raccolta Due punti, “Disattenzione”, è centrata proprio su questo tema. Ne trascrivo l’avvio:

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
                                                       domande
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane
come se ciò fosse tutto il dovuto

Sul tema dello stupore (necessario), segnalo un’intervista interessante a Claudio Damiani e Davide Rondoni.

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