Una base che non è nemmeno più indifferenza, ma anti-patia generalizzata nei confronti dell’altro. A me stanno tutti antipatici, indiscriminatamente e a priori. Su questa base di lieve ostilità indistinta emergono, casualmente, volta a volta, le neutralità. Tra le neutralità, occasionalmente, si delineano le sim-patie. Tra le sim-patie, ogni tanto, emerge qualche frequentazione. Tra le frequentazioni, raramente, si sedimentano le possibili amicizie. Tra le amicizie possibili, accade, col tempo, che si individuino gli amici potenziali. Tra gli amici potenziali, succede, si salva qualche amico fattuale. (intanto il concetto di empatia si è ormai perso per strada…)
Ovviamente questo atteggiamento sociale, che ho confessato per me come – parziale – finzione, non è affatto cristiano.

uhm, forse la cosa migliore è appunto quella di lasciar stare i concetti (o almeno, usarli quale funzione del legame e non viceversa)
La necessita’ vera (morale e materiale), e’ un collante per l’amicizia vera, e ti posso assicurare che e’ cosi’, lo sto provando sulla mia pelle. Tutto il resto (simaptie-antipatie) non vengono neanche prese in considerazione.
Amico mio!
Un’ulteriore distinzione è tra amicizia e amicizia, non tutte le amicizie sono uguali, ma sempre amicizie sono!
Io faccio parte della neutralità in direzione simpatia? Se mi dici che ti sto anti-patica ti faccio un’altro fotomontaggio!!!!!
Tranquilla, fai parte della simpatia slacciata