Nella tavolozza di Georg Trakl l’estate è talvolta associata la colore “verde”. Ma è anche la stagione, così mi pare, dell’illusione: l’illusione che la vita possa riservare davvero qualcosa di “vivo”. L’estate ci illude salvo farsi poi “silenziosa” (“L’estate verde si è fatta /Silenziosa, il tuo volto è cristallo…). Quindi inserirei di diritto, nella “Estetica dell’estate”, l’analisi della poesia di Trakl “Sommersneige” (Declino d’estate) di cui riporto alcuni versi:
Inutile speranza della vita. La rondine
Già in casa si prepara alla partenza
E il sole cade sulla collina;
La notte è lì per fare il suo viaggio tra le stelle
(Sommersneige, da “Sebastian in sogno” in G. Trakl, Poesie)

A volte me lo dico anche io, inutile sperare nella vita, nei bei sentimenti, nelle persone, ecc poi mi metto un freno, perchè se no divento davvero catastrofica. Accetto il silenzio del dopo luci e speranze, senza farmi domande. E potrebbe ridiventare attesa, non so di cosa però.
L’estate è rumorosa per natura, esagerata per necessità , cieca per virtù. Ma non illude. Al contrario: indica la via. Poi la si dimentica nelle tre altre stagioni, tutti presi da ciò che impone la vita, non da ciò che la vita è o dovrebbe essere. Forse.
M.
Mi piacciono molto questi due punti di vista!