Motivi (3)

Scrivere non è essenziale. Essenziale è il gesto che consente la scrittura. Anzi, il gesto è essenziale in quanto gesto. Il gesto come segno non può che essere essenziale, non ha confini se non quelli del segno che vuole esprimere. Il gesto significante è di necessità essenziale (assenso, dissenso…). Essenziale potrebbe essere tutto quello che precede lo “scrivere l’essenziale”. Oppure, l’essenziale potrebbe essere raffigurato meglio in una forma plastico-gestuale che non in segni scritti. L’espressività gestuale, mimica, come forma dell’essenziale.

In un pomeriggio troppo azzurro e lungo…

Chi ha conservato il gusto di sapere i nomi dei grandi autori della canzone italiana sa benissimo quale sia stata la grandezza di Vito Pallavicini, che ieri ha chiuso una strofa della sua vita-canzone per iniziarne una nuova. Alcune tra le melodie più famose degli ultimi quarant’anni hanno trasportato le sue parole all’interno della nostra immaginazione, nella memoria implicita, popolare, condivisa. A me basta citare due capolavori del binomio Pallavicini-Conte, “Azzuro” e “Insieme a te non ci sto più” per dare la dimensione di quanto forte sia stata la capacità di Pallavicini di ritagliare in tre minuti storie tanto semplici quanto suggestive.

E quando andrò devi sorridermi se puoi
Non sarà facile, ma sai, si muore un po’ per poter vivere
Arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là
Finisce qua, chi se ne va che male fa!
(da “Insieme a te non ci sto più” di Pallavicini-Conte)

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