Si è deciso di scrivere finalmente il saggio potenziale “Estetica dell’estate“, sia a partire da mie vecchie fissazioni d’ordine musicale e autobiografico, sia per le consonanze con la sensibilità di un altro filosofo contemporaneo da me molto stimato, Mauro De Zordo, che qui cito:
In filigrana l’estate mostra l’indeterminato, l’abisso e il cuore nero – come è violento il tramonto a volte con l’aria profonda e il rosso sui muri bianchi. (TheWreck – 9 agosto 2007)
Anche a me, come a un sacco di gente, capita di odiare l’estate. La odio quando non felice. Non quando provoca sofferenza, ma quando non è riuscita, compiuta, completa, piena come un uovo. (TheWreck – 7 agosto 2007)
(per scrivere il saggio, Mauro ed io, dovremmo leggerci o no tutti i libri recenti che contengono la parola “estate“?)

titolo “estatica estetica dell’estate”
(siete matti, ma un libro così lo leggerei pure)
d.
Il magnifico duo! I miei filosofi preferiti
Amarcord…
Io provvedo alle foto. Ho già un paio di ideuzze in mente …
*********
leggo solo adesso di questo faticosissimo impegno che mi vede coinvolto. In sostanza si tratterà di un saggio essenzialistico-relativista (e questo dice già tutto sulla sua vocazione contraddittoria, del tutto estiva). Caro Matteo, tu che sei incomparabilmente più ordinato di me, prepara un sommario sommario.
Mauro, il saggio è potenziale nel senso che lo scriviamo solo enunciandone la possibilità di scrittura!
Meglio di così!
[...] punto di connessione tra “Estetica dell’estate” e “Scrivere l’essenziale” è il tema della luce. L’estate si [...]