Per un’estetica dell’estate

Si è deciso di scrivere finalmente il saggio potenziale “Estetica dell’estate“, sia a partire da mie vecchie fissazioni d’ordine musicale e autobiografico, sia per le consonanze con la sensibilità di un altro filosofo contemporaneo da me molto stimato, Mauro De Zordo, che qui cito:

In filigrana l’estate mostra l’indeterminato, l’abisso e il cuore nero – come è violento il tramonto a volte con l’aria profonda e il rosso sui muri bianchi. (TheWreck – 9 agosto 2007)

Anche a me, come a un sacco di gente, capita di odiare l’estate. La odio quando non felice. Non quando provoca sofferenza, ma quando non è riuscita, compiuta, completa, piena come un uovo. (TheWreck – 7 agosto 2007)

(per scrivere il saggio, Mauro ed io, dovremmo leggerci o no tutti i libri recenti che contengono la parola “estate“?)

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