Non so perché, ma non ero mai stato ad un concerto di Fabio Concato. Ieri sera, alla Versiliana, bellissima prova di raffinatezza, mestiere, humor da parte di uno tra i cantautori più originali della sua generazione. Riscopro diversi suoi dischi sul mio scaffale, acquisti spesso caldeggiati dalla con-sorte, dai primi anni Novanta ad oggi. Invecchiando (io) trovo nuove sfumature e profondità nella poetica “sentimental-minimalista” di Concato, che pure ho sempre trovato convincente dal punto di vista strettamente musicale. Diciamo che a vent’anni le sue canzoni non mi commuovevano come, invece, riuscivano a commuovermi ieri sera. Tra i suoi dischi consiglio la raccolta “Scomporre e ricomporre” e l’album “In viaggio“.
(ricordo che acquistammo quest’album su musicassetta, perché l’ascoltavamo soprattutto negli spostamenti in auto, al tempo dotata di autoradio a cassette. L’album si segnala anche per un brano prezioso, “Canzone di Laura”, scritto con la collaborazione di Pino Daniele, autore del testo)
Una bella videointervista a Concato su KatawebMusica